Far From Earth

Chronicles From Zeta Reticuli


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Follia

Tralasciamo che la mia connessione sta facendo la ballerina più della pavlova, e da capo d’anno sono riuscito a collegarmi due volte, e pure a tempo … nemmeno fossi in prigione xD

Cooomunque come al solito sono iper-incasinato, da quando ho iniziato il lavoro ho fatto ben 1 giorno di ferie (ed ho iniziato il 15 di dicembre -_-“), il lavoro è molto bello, molto dinamico e richiede molte energie, e mi da anche molte soddisfazioni. Per colpa della connessione ho lasciato in sospeso un po’ di letture sulla rete … giusto per dare una idea ho aperte 4 finestre di firefox, per un totale di 41 tabs … :D si, sono un po’ iperattivo in queste cose ;)

Capo d’anno è andato molto bene, davero molto molto bene, era da un po’ che non mi divertivo così, e che staccavo la mente dal resto sentendomi in pace. In realtà poi c’è stato un po’ di agrodolce, ma su di cose che ancora non posso cambiare, ainda.

Poi chiaramente c’è il resto, non vedo l’ora di riprendere la palestra, russo, kickboxing, hiphop e moderna, e dato che mi manca muovermi ho ripreso a correre per strada, la sera, a -5º :D e debbo dire che l’ho trovato fantastico come l’avevo lasciato tempo fa. Correre per strada quando c’è buio e freddo è proprio il mio sport ideale (dovete assolutamente provare, basta che superiate i primi dieci miunti in cui vi si staccano nell’ordine orecchie, pollici, le altre dita, naso, zigomi, piedi, polmoni xD).

Ora fuggo a riposare, sperando chela rete domani non mi abbandoni nuovamente, ma il fato mi dirà.

In compenso voi nel frettampo fatemi sapere come sono andate le feste ;)

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E-mail

Scrib scrib scrib … mannaggialapupazzetta !!! Sto finendo di scrivere le e-mail si saluti, ma quanto caspita di tempo mi prendono? Salutare millemila persone non è proprio una cosa da nulla.

Senza contare che oggi mi sono ubriacat … hem … diciamo che ho bevuto un po’ al pranzo di arrivederci con alucni colleghi … e domani ne ho un’altro xD Ma ce la posso fare !!! Domani ultimo giorno, manca poco, solo qualche altro passo …


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Tutto e nulla

Tutto cambia per non cambiare nulla. L’estate sta finendo, e un anno se ne va … beh quasi dai :D L’estate è agli sgoccioli, il fresco delle mattine tradisce un autunno oramai alle porte, e se di giorno il sole ci scalda ancora la pelle, i sensi e ancor più dentro l’anima, la notte da ritrovata nemesi torna condurre il gioco tra brividi e vestiti più pesanti.

Settembre arriva sempre troppo presto, c’è chi dice sia l’effetto ferie. Anche se poi queste ferie io le ho passate a casa, pacifico e tranquillo. Niente sbattimenti, niente pianificazioni di viaggi, quest’anno non volevo proprio andarmene da qualche parte. Dopo i dodici mesi precedenti passati a correre dietro ogni impegno volevo rimettermi un po’ in sesto, tornare al tempo scandito solo da sé stesso, dove il giorno segue la notte che segue il giorno, e non orari pianificati rigidamente o scadenze da non mancare (per quanto abbia fatto tutto di mia volontà e con estremo piacere, ma quest’estate volevo staccarmi un attimo da tutto quello).

Anche se poi, volente o nolente, non sono rimasto con le classiche mani in mano. A ritmi più “umani” si direbbe, ma comunque ho continuato a fare un po’ di jogging per non perdere l’allenamento ed ho dato una mano ad Enry a programmare un software gestionale per la sua novella compagnia.

Ma ora è settembre, ed un altro anno è scappato via rapidissimo. Un anno intensissimo, che ha visto un bradipo come me diventare lepre e muoversi agile tra millemila impegni, e ora che l’anno è passato si riparte da capo con gli stessi impegni. Anzi, con più impegni di prima. Certo, perché in questo periodo inizio a pianificare l’anno e mi sto trovando a pompare ancora più attività nello stesso tempo dello scorso anno. Forse due o tre attività ancora, qualcosa che mi occupi gli ultimi spiragli dove sebbene nemmeno la carta velina si avventuri io cerco di collocare attività nuove.

E poi. e poi l’offerta di lavoro, fulmine a ciel sereno, che arriva a fine luglio e io prendo sotto gamba. E’ solo un colloquio come tanti, si prova e poi si deciderà. E così dopo il primo e rapido se ne succede un secondo di colloquio, più approfondito. E poi un terzo, ancora più indagatore e serio. Ed a ogni tornata mi dico che è solo per vedere, cerco di convincermi che non ho intenzione di cambiare davvero lavoro, non per ora, non adesso, perché ho piani diversi. E poi arrivi alla richiesta di quarto colloquio, alla sede europea dell’azienda, con i vertici, ed inizio a impensierirmi, a cercare di capire cosa voglia davvero.

Perché forse non l’ho detto spesso, ma in quasi tutto io sono fortunato, sempre molto fortunato, tremendamente e sfacciatamente fortunato (esclusi i rapporti personali :D xD )

E ora vedremo il da farsi, vedremo la proposta e poi decideremo, per non decidere adesso, per non recidere qualcosa che forse non c’è ma che ho costruito e per cui avevo piani differenti.

Aspetteremo e vedremo, chiedendo consigli ai pochi amici sentiti e valutando ogni aspetto.

Pensando sempre troppo ed a tutto.


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Travelling

Il bello di tornare ogni tanto il Portogallo è di rivedere gli amici, fare tardi la sera a bere e festeggiare, uscire e mangiare i piatti che più ho apprezzato quando qui ci ho vissuto. La parte meno avvincente è che ci vado per lavoro, quindi mi devo alzare ogni mattina presto e macinarmi un pacco di chilometri (in tre giorni 400), mangio cose ipercaloriche ed ipercolesterolemiche (e vabbhé che ho il ferro basso, ma non ho decisamente bisogno di ingrassare), fa troppo caldo per i miei gusti e l’aria condizionata tenta di ammazzarmi ovunque, in hotel, in macchina, al lavoro.

Ma ne vale ogni volta la pena :)

E stasera è la volta del São João … e domani si va al lavoro -_-”


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Hope

Sinceramente. No, davvero, non sto scherzando. Non riesco a capire la logica dietro tutto questo. Forse la soluzione più rapida (che se non altro Occam ci indicherebbe, ma sappiamo tutti che Occam in fondo in fondo si sbagliava) sarebbe che non c’è logica, non c’è spiegazione o senso, è una massa informe di caos che si muove qua e la. Però. Però io sono razionale. Iper-razionale anzi, almeno secondo i valutatori della mia scheda di assunzione. E dunque non posso accettare, perché profondamente convinto, che non ci sia logica nelle cose. E’ possibile che non ci siano connessioni logiche qui, ma nel totale non si scampa, prendendo in considerazione in tutto non possiamo toglierci dalla logica. Ma noi non viviamo nel tutto, solo in una piccola parte, e forse non è una nota così trascurabile.

Ok, forse devo mettere qualche soggetto e qualche spiegazione in giro, altrimenti è difficile seguirmi, ma non è detto. Dunque dicevo, sono attonito dall’illogicità di tutto questo, di quello che c’è, del mondo e dei suoi accadimenti. In grande scala ed anche alle piccole. Ogni giorno va in scena l’assurdo, ogni giorno di più, e ad ogni nuova sfumatura che si presenta la accettiamo, la accogliamo, per andare avanti, per non pensarci e crogiolarci nei sogni dopaminici di un domani migliore. Che non arriva. mai.

Io ho un senso molto forte della “giustizia” (virgolettato per decenza, sono mie valutazioni personali e quindi molto limitate, non pretendo di essere il verbo), come posso vedere la decadenza e il menefreghismo cavalcare sempre più le onde della crisi (economica ora, ma prima ancora morale ed anche mentale) senza che nessuno alzi la mano dicendo “hey, ma ci stiamo dirigendo verso l’iceberg, forse dovremmo smettere di suonare l’orchestrina e virare …”.

C’è la crisi, quella economica almeno sembra l’abbiano riconosciuta, ma va tutto bene lo stesso. C’è una crisi che vorrà dire lacrime e sangue, chieste a chi già le ha versate molte (molte) altre volte, e beotamente ci si avvia verso l’assunzione di tali impegni. Perché la situazione è seria ci dicono, perché altrimenti finiamo come la Grecia. Ma vaffanculo. Perché chi lo dice, chi propina queste soluzioni e le spinge non la sente la crisi, per “loro” sarà un sottile venticello. Tagli di qua, tagli di la, verso dove nemmeno le sarte per bichini interdentali osano. Però non sono state aumentate le tasse. Certo, le aumenteranno i comuni ma non il governo, certo non aumentano le tasse ma diminuiranno i servizi, che dovranno comunque essere pagati.

E poi c’è il razzismo, cieco e verde di invidia, l’omofobia, pruriginosa e dalla doppia faccia, l’evasione fiscale, diffusissima ma “normale”. E tutto confluisce ed alimenta al tempo stesso una rabbia, quella rabbia che si sente muoversi nella pancia delle persone, rabbia che però non sembra trovare la strada giusta, la vera causa, e quindi si scava vie di fuga laterali attraverso altri problemi, che poi tali non sono (ma chi se ne frega, tanto sono tutte immaginette per distogliere l’attenzione).

E poi e poi e poi. E poi, leggendo i mille feed che ogni giorno affollano il mio rss reader, tra libri e discussioni con gli amici di sempre, vengo a conoscenza ogni giorno di mille e mille piccoli particolari, minuscole notizie in trafiletti oscuri, sottili e vacui segni nell’ombra, che però scoprono le crepe nelle fondamenta di questa nostra vecchia nazione e del sistema mondo intero. E mi sento via via svuotato verso questo mondo. Ed ogni volta mi sento scendere un gradino più giù in una scala che sembra senza fine. Sempre più in basso, sempre peggio.

Quelche segno positivo, una stellina lontana, ogni tanto si accende, e così io non mi rassegno, non ancora, non per ora.

Perché le possibilità ci sono, così come le persone valide ed il tempo. Io credo in un mondo migliore, e se ci credete anche voi sappiate che non siete soli.