Far From Earth

Chronicles From Zeta Reticuli


5 Comments

Follia

Tralasciamo che la mia connessione sta facendo la ballerina più della pavlova, e da capo d’anno sono riuscito a collegarmi due volte, e pure a tempo … nemmeno fossi in prigione xD

Cooomunque come al solito sono iper-incasinato, da quando ho iniziato il lavoro ho fatto ben 1 giorno di ferie (ed ho iniziato il 15 di dicembre -_-“), il lavoro è molto bello, molto dinamico e richiede molte energie, e mi da anche molte soddisfazioni. Per colpa della connessione ho lasciato in sospeso un po’ di letture sulla rete … giusto per dare una idea ho aperte 4 finestre di firefox, per un totale di 41 tabs … :D si, sono un po’ iperattivo in queste cose ;)

Capo d’anno è andato molto bene, davero molto molto bene, era da un po’ che non mi divertivo così, e che staccavo la mente dal resto sentendomi in pace. In realtà poi c’è stato un po’ di agrodolce, ma su di cose che ancora non posso cambiare, ainda.

Poi chiaramente c’è il resto, non vedo l’ora di riprendere la palestra, russo, kickboxing, hiphop e moderna, e dato che mi manca muovermi ho ripreso a correre per strada, la sera, a -5º :D e debbo dire che l’ho trovato fantastico come l’avevo lasciato tempo fa. Correre per strada quando c’è buio e freddo è proprio il mio sport ideale (dovete assolutamente provare, basta che superiate i primi dieci miunti in cui vi si staccano nell’ordine orecchie, pollici, le altre dita, naso, zigomi, piedi, polmoni xD).

Ora fuggo a riposare, sperando chela rete domani non mi abbandoni nuovamente, ma il fato mi dirà.

In compenso voi nel frettampo fatemi sapere come sono andate le feste ;)

Advertisements


Leave a comment

Here we are

Nei mesi passati mi sono dato molto da fare. A pensare, più che altro. Il che è una cosa del tutto usuale (o almeno dovrebbe esserlo in generale), dunque non ci sarebbe nulla di stupefacente, ma. Ma il fatto è che ho molto pensato e discusso su argomenti oramai abbastanza desueti, che non sono poi così comuni, anche se molto interessanti. Ovvero:

Quale è il senso della vita?
Quale è il risultato della società ad oggi?
Quale è la strada, se c’è, dietro a tutto quello che vediamo?

E di solito ad ogni nuovo argomento di discussione portato sorgeva l’affermazione “Dobbiamo proprio trovarti una ragazza” xD Mi sono posto quelle domande, come avevo già fatto altre volte, e ne ho discusso con amici vari, per cercare di capire, di farmi una idea e vedere di darmi una direzione. Nel senso che ho voluto sedermi un momento, e di fronte al passato fare un punto, tracciare una linea e capire cosa stesse succedendo. In generale.

E’ un periodo molto strano quest’ultimo, da un annetto e mezzo a questa parte oramai, sono successe molte cose dentro e fuori che mi hanno spinto a pormi le domande di cui sopra. Nel senso che, come altre volte in passato, vorrei darmi non un piano preciso di cosa voglia fare, ma perlomeno una idea della direzione in cui andare, non navigare a vista ed esser lieto della vita come viene. Che è una cosa buona quando dai per scontate alcune reti e decisioni (as to be student, to be in a couple, etc), ma quando hai “troppa” libertà di azione capisci che è necessario anche organizzare la realtà, altrimenti ci si muove nella sabbia disperdendo le forze.

Quale è il senso della vita dunque? Ogni volta che ripenso a questa domanda mi ritorna alla mente il film Dred, dove un attore dice ad un’altro:
“Questo è un rompicapo molto antico che racchiude il senso della vita”
“E quale è il senso della vita?”
“Il senso della vita è che prima o poi finisce.”
Concordo in parte con tale visione, nel senso che la vita è opposto della morte, e dunque indipendentemente dalle credenze varie sul dopo-morte la conduzione della vita dovrebbe tenere sempre presente che prima o poi finisce. In maniera necessaria ma anche naturale. Però non mi piace limitare il senso a mero e unico opposto della morte. Infatti, parlando sia con Enry che Leo, un po’ alla volta ho maturato comunque la convinzione che se effettivamente è vero che l’arbitrarietà delle percezioni è alla base di tutto (e tutto relativizza, quindi ogni cosa è possibile a priori, assunta la base logica), è anche vero che come esseri finiti non si può seguire tutte le vie, non per sempre almeno. Si arriva ad un punto in cui si può e si deve scegliere, una rottura di simmetria, un dividere l’universo con una linea di rossa matita per poi porsi da un lato. In maniera conscia se si può, o almeno accorgendosene altrimenti, perché credo che svegliarsi su una sponda scoprendo che qualcosa/qualcuno ha già scelto sia spiazzante.
Dunque il significato della vita, oltre che vita stessa, è qualcosa che razionalmente ci dobbiamo scegliere, ognuno per conto suo ed ognuno in modo conscio. Per prenderci la responsabilità delle nostre azioni.


1 Comment

Strategy

Even if every left is lost, strategy wins.

Ci pensavo l’altro giorno, e mi ha stupito la chiarezza con cui è emersa la conclusione logica. Di solito si dice che ogni lasciata è persa (per checche-sia), sotto-intendendo che ogni azione non fatta lascia uno strascico di rimorso e ripensamento a come sarebbero andate le cose nel caso di una scelta differente.
E di solito si associa tale affermazione anche con il cogliere l’attimo per non lasciarsi sfuggire la possibilità, perché domani potrebbe non tornare (e solitamente non torna, almeno mai come prima), un inno al vivere nel presente, in ogni istante, perché potrebbe essere l’ultimo.

Però.

Però tale modo di fare non ha troppo senso. Ovvero. Matematicamente (bubusettete !!! si, lo so, sono troooppo quadrato su questo argomento :P ;) ) ogni lasciata è persa si tradurrebbe nell’ottimizzare localmente le scelte, ovvero nel cercare di massimizzare il risultato di ogni scelta che ci troviamo ad affrontare. Ma come sa chi gioca a scacchi (o chi conosce il problema del commesso viaggiatore o l’equilibio di nash), il risultato migliore non si ottiene necessariamente prendendo tutte le scelte ottimali, a volte una strategia che consti di alcune perdite può portare a risultati migliori.

Insomma, ogni lasciata è persa, ma alla fine vince sempre la strategia :)


Leave a comment

Finally …

Dopo lunghissimi eoni sono riuscito a fare metà della paginetta che potete osservare in alto a destra nel blog, The Author, almeno per sapere un po’ chi sono. Per ora ho scritto essenzialmente la sola parte di storia, mancano le parti più succulente però che vedrò di completare a breve ;)

Ps: non siate troppo pesanti nei commenti :P ;)


4 Comments

Esprimi un desiderio

È tardi, molto tardi, ma c’è sempre tempo, basta volerlo, basta scrivere più rapido, pensare più rapido, essere più rapido. E poi non dimentichiamoci che io sono il tempo ;)

E se vi chiedete come possa pubblicare un post a questa ora, beh, potrei dirvi che il mio cellulare fa cose fantastiche con internet, certo se avessi anche solo un centesimo di euro di disponibilità (e ringraziamo la celerità del sito della nell’attivazione delle ricariche), oppure potrei dirvi che sono rimasto fino all’ultimo davanti al pc per postare il più vicino possibile alla cortina di ferro tra vecchio e nuovo anno, oppure potrei ricordarvi che wordpress da la possibilità di pubblicare i post ad orari preimpostati. Insomma, di possibilità non siamo carenti :D

Il 2009 è alle spalle oramai, è solo questione di ore, e sinceramente mi accorgo ora di quanto tempo sia davvero passato. È stato un anno rapidissimo questo per me, volato come foglie sospinte da uno zefiro di primavera, come un battito di ciglia mentre si osserva rapiti il tramonto. Sono successe molte cose, molti cambiamenti, molti inizi e molte fini. Quest’anno sì ha visto alti e bassi, ma anche picchi e fosse che sinceramente non vivevo da un bel po’. Ho ritrovato persone che in Portogallo avevo tenuto lontane, cementato alcune amicizie, fatte di nuove e cambiato il senso di altre. Magari ho vissuto alcune di queste cose non sempre con il sorriso, ma l’importante è provarci.

E il 2010 ora bussa alla porta, un libro bianco che aspetta di essere scritto, un bicchiere da riempire per brindare nuovamente a me (noi, e chiaramente anche voi),

Ecco l’elenco dei buoni propositi per il 2010 … che poi più che buoni propositi sono cose che mi impegnerò a portare avanti (e forse si, sono la stessa cosa, ma mentre scrivevo pensavo che buoni propositi fosse una forma troppo inflazionata e svuotata del senso che vorrei dargli, qualcosa che ho serie intenzioni di fare e non una lista di considerazioni da rispolverare ogni anno poco prima del 31):

– Vorrei imparare ad essere più paziente, essere capace di attendere nel senso umano del termine,
– Vorrei imparare a non tenere lontane da me le persone cui voglio bene, e non sarà uno scherzo,
– Riempire i buchi di tempo che ancora ho per vedere se riesco a capire qualcosa del mondo,
– Viaggiare un po’ di più, anche se oramai sono povero in canna (ma vi racconeterò più avanti),
– Scrivere un post a settimana, per avere una appuntamento fisso che mi faciliti lo scrivere,
– Leggere ogni sera (quando sobrio :D ) almeno un po’, altrimenti che li compro a fare i libri?
– Disegnare una volta a settimana, almeno per affinare la tecnica (ma sono scarso comunque xD),
– Imparare cose nuove, per arrivare la dove non sono mai giunto prima :D
– Non ignorare le cose che non mi vanno, ma imparare a vederle dal lato giusto,
– Impegnarmi seriamente per imparare il Russo e tenermi allenato con il Portoghese,
– Migliorare ancora la mia forma fisica, se possibile evitando di uccidermi nel farlo,
– Trovare un lavoro o un dottorato per qualche anno all’estero.

E poi vi metto anche l’elenco di alcune cose che non intendo cambiare, tipo:

– Non mi metterò al centro della mia vita, sono felice quando posso fare felici gli altri,
– Non lascerò andare qualcuno perché non è come vorrei che fosse,
– Nemmeno cambierò idea sul fatto che gli ideali devono entrare nella vita reale,
– Che la vita è sacra e va rispettata in ogni sua forma,
– Che la natura non è buona o cattiva.

Alle liste mancherà sicuramente qualcosa, le ho scritte di fretta, ma non voglio essere puntiglioso (ok, aggiungiamolo come punto per i buoni propositi ;) ), c’è molto da migliorare, ma l’importante sarà iniziare con volontà ed avere costanza nel farlo.

E potendo (perché il volere c’è già) cercherò di perdermi, in me stesso e le mie idee, nel mondo e la natura che ci circonda, ed in qualcuno di speciale con cui condividere la strada.

Il vostro desiderio si è avverato, Buon 2010 a tutti :)


Leave a comment

Sogni, pasta e stelle

Dove sono finiti i sogni?
Così incominciava un commento lasciato qualche tempo fa.
L’avevo domandato un po’ retoricamente, ma subito era suonata familiare la domanda, mi rimandava ad un pensiero in attesa.
Già, altre volte io stesso mi ero posta tale domanda, anche se solo nelle grandi stanze della mia mente, e li nell’eco dei pensieri, delle menti, mi ero un po’ alla volta risposto seppur senza mai concludere chissà cosa.

Dove sono finiti i sogni. Si, ma quali sogni?
Ce ne sono molti, grandi o piccini, alcuni impossibili ed altri che già ci osservano dietro il prossimo futuro. Di sogni la vita di tutti ne è piena, chi più e chi meno tutti sogniamo. Però non sogniamo allo stesso modo, come ci ricorderà anche T.E.Lawrence, i sogni sono legati a doppio filo con la ragione, con quello che ci accade di giorno in giorno. E non parlo solo di quelli che sono i racconti onirici, le storie che viviamo nel mondo di Morefo, nel mondo fatato dove tutto è possibile, salvo al risveglio accorgersi della vanità di quanto si è passato.

Parlo soprattutto dei sogni, delle aspirazioni, delle idee che nascono nelle menti di chiunque durante la propria vita. I bambini sognano, molto spesso ad occhi aperti, sembra siano naturalmente portati per i voli della fantasia. Ed i loro sono i sogni più limpidi e cristallini, perché quelli meno legati alla realtà di un mondo che devono ancora scoprire, insensibili alle regole che sembrano permeare il mondo degli adulti, meno tarpati da quella che con il tempo l’uomo impara a chiamare “dura e cruda realtà”.

Sì, con il tempo i sogni evolvono, come si evolve la persona, crescono con lei e cambiano di argomento, sempre più legati alla storia personale di chi sogna. Ma mentre che cresciamo perdiamo al contempo la capacità di vedere con chiarezza, la capacità di immaginare, il coraggio di pensare oltre la logica, come se invecchiando gli anni pesassero non solo sul fisico ma anche sull’immaginazione. Adolescenti e poi adulti impariamo che molti dei sogni passati erano vuote elucubrazioni, voli pindarici della mente senza alcun paracadute che arrogantemente sfidava il mondo senza sapere, senza curarsi di cosa dicesse la realtà.

Imparando come “gira il mondo” annuiamo ai prigionieri che prima di noi finirono in catene, e senza opporre resistenza ci uniamo alle loro schiere senza intravedere alcun vero carceriere. Rinunciamo ai sogni, per mille e una motivazioni, dimentichi però che i sogni sono l’opposto della logica e della ragione. Non solo abbandoniamo la nave per la terra ferma, ma perdiamo anche il ricordo di come si navigava, delle emozioni, della vita la fuori, e così facendo perdiamo parte delle nostre radici.

Tempo fa lessi una citazione che mi colpì molto per la sua semplice verità:
“Non rinunciare ad un sogno solo perché pensi che ti ci vorrà tempo per realizzarlo, il tempo passerà comunque.”
Ed è proprio vero, un sogno, qualunque esso sia, vive nella nostra mente, e se rinunciamo a lui per qualche motivazione è si una nostra scelta, ma dobbiamo ricordarci che per quante ragioni ci possano essere contro un sogno, non è la razionalità che li fa vivere ma un pizzico di follia.

Dedico il post a chiunque si sia fermato a pensare che i sogni se ne stanno andando, perché se lo vogliamo davvero i sogni rimarranno con noi, e diventeranno realtà.
Ogni sogno è una stella, e io credo nelle stelle.