Far From Earth

Chronicles From Zeta Reticuli


5 Comments

Dammi tre parole …

Ogni tanto penso a cosa il futuro ci riservi, e per quanto non mi sia dato di scrivere del futuro ( ;) ), sempre più spesso ritengo che come singoli, se vogliamo un futuro (e più si va avanti più mi parrebbe di fermare tout court la frase qui) più solido, dovrebbero essere imprescindibili questi elementi:

Socialità
Condivisione
Responsabilizzazione

Ho spesso anche lo spunto di inserire razionalità e sentimenti, ma dopo penso che dovremmo fare un discorso a parte su questi, perché ritengo prescindano dal discorso che ho fatto (nel senso che ne sono la base fondante, e non un pezzo indipendente e scorrelato).

Voi che cosa aggiungereste/togliereste alla lista?


Leave a comment

La Storia

La storia si ripete, torna spesso sulle sue tracce copiando lavori di cui ha dimenticato la paternità. Così hanno tramandato e ci dicono. Un po’ alla volta lo impariamo, man mano che gli anni passano, e così ritornano le mode, le canzoni e le crisi economiche.

E nel frattempo tornano anche altre cose, non solo nella macro-scala della storia dove possiamo o meno interessarci di cosa torni e cosa tornerà, ma anche nella micro-scala dei singoli dove in fondo l’interesse è più egoisticamente presente. Così mi trovo a leggere Le porte della percezione di Huxley, a vedere serie insensate come Fringe ed a pensare al nulla di un passato che sembra voler ritornare, a quello che è meglio cambiare da quel passato e se non è che mi sia stata data una seconda chance.

Perché io alla fin fine sono il tempo, ed a me capitano sempre seconde chance :D


Leave a comment

Finally …

Dopo lunghissimi eoni sono riuscito a fare metà della paginetta che potete osservare in alto a destra nel blog, The Author, almeno per sapere un po’ chi sono. Per ora ho scritto essenzialmente la sola parte di storia, mancano le parti più succulente però che vedrò di completare a breve ;)

Ps: non siate troppo pesanti nei commenti :P ;)


4 Comments

Il volo delle rondini

Avrei preferito un momento migliore per tornare, un momento felice, spensierato, ma come “sempre” ho un tempismo d’eccezione.

Lo avevano previsto, il terremoto, la crisi, qualsiasi cosa. Viviamo in una società dove si sa già cosa accadrà, il “del doman non v’è certezza” del De Medici sembra caduto in disuso, dimenticato, quasi temuto. Il domani deve essere già oggi, non c’è tempo, non si ha più voglia di aspettare. E io rimango indietro.

Non che tale approccio sia deprecabile in toto, quasi nulla lo è in fondo in fondo, ma oggi una grande fetta della maggioranza silenziosa, quella che conta sempre meno, quella che è solo un numero, vuole andare veloce, rapida, è il mito del domani. Oggi è tardi, non c’è più tempo, e ci si proietta sul futuro, senza scusa che tenga. Non basta la meteorologia , nemmeno l’economia, oggi vogliamo sapere come andrà il domani, perché …

Perché già, perché il futuro fa paura ai più, il futuro è incerto e può portare ogni cosa, anche un terremoto. La natura è buona, la natura è matrigna, la natura si ribella ai soprusi dell’uomo. Ma la natura non è niente di questo, la natura in realtà se ne frega, va sempre avanti lei, non è in pericolo. In pericolo è l’uomo, la sua specie, non certo la natura, che assiste impassibile al volgere di quello che per lei è un battito di ciglia.

Tutti dicono di sapere cosa si cela dietro l’angolo, ma ben pochi sono pronti a verificare veramente quello che sostengono, e ancora meno sono pronti ad accettarne i risultati. E’ facile dire che già si sapeva, già siera capito, ma in tal caso se pure fosse vero(e sarebbe tutto da dimostrare) sarebbe un doppio sbaglio in quanto chi sapeva non ha fatto nulla pur sicuro dei risultati.

Anche io però vivo sdoppiato, tra il presente che si dipana dinnanzi e le certezze di carta del mio futuro, certezze che sono nuvole al vento, la cui forma è immutabile, ma solo per un istante. E allora perché penso che le certezze degli altri siano peggiori delle mie ? Non so, penso forse perché ognuno abbia bisogno di appigli per andare avanti, e ognuno trova i suoi. Che siano razionali od irrazionali non ha peso, servono per darsi punti saldi da dove scalare il monte della vita che si erge di fronte a noi.

Ma io sono razionale, cerebrale e logico, e pensare che ci si possa appigliare a qualcosa di vacuo e non solidamente dimostrabile a volte mi spiazza, perché non si può camminare sulle nuvole.

Volare, forse potrei imparare a volare.

Come le rondini, volteggiare.

Si, lo farò.


5 Comments

The Story

It was a dark and stormy night …

Colonna Sonora

Mi piaceva si, aveva un fascino che annebbia molti, come non avrei potuto perdermici anche io? Eh si, in fondo un po’ mi piaceva. Il dare consigli, forse in modo un po’ arrogante e saccente, credendo di avere le risposte. Certo, non in modo supponente, o almeno non che lo fosse dal mio modo di vedere. Probabilmente, anzi certamente, ne darò ancora in futuro, è un modo di fare che difficilmente perderò, anche perché in fondo non mi va di privarmene del tutto. Anche perché poi nel dare le risposte bisogna essere convinti di poterle davvero dare.

Però mi sono reso conto che in fondo, per quanti consigli, quali che siano, e per come si diano, resta che un consiglio è “solo” qualcosa di mio, una elucubrazione, una meditazione personale sposata alle proprie esperienze. E per quanto ci si possa sforzare di essere imparziali, corretti e senza pregiudizi, si cade sempre e senza accorgersene. E così finisco nella mia stessa mente, e il consiglio non va oltre le porte di me stesso.

Eppure un consiglio prima era qualcosa a cui credevo, di cui convinto cercavo la condivisione di vedute, o un apporto critico costruttivo. Ma tutto questo senza mai accorgermi di come un consiglio, se viene davvero da noi, non può che essere frutto di noi stessi e quindi nel proporlo agli altri è come se implicitamente li considerassimo uguali a noi. Eppure è evidente che per quante esperienze simili ci avvicinino gli uni agli altri, quello che ci rende unici è proprio il differente percorso preso da ognuno. Ed è proprio su queste differenze che i consigli si frangono come le onde, per quanto alte ed imponenti possono sommergere gli scogli, ma solo per qualche istante.

È per questo che non piú consigli, ma la storia cercherò di raccontare. Un consiglio è una parte di me, è un arbusto della foresta, posso trapiantarlo in un altro posto, nel giardino di qualcuno, ma se la terra non è adatta non attecchirà. Quello che posso fare sarà raccontare di come far germinare l’arbusto, come tenerlo e farlo crescere, ma non di più. Dove potrà, attecchirà il seme dell’idea, dove no sarà perché ne mancheranno le condizioni, almeno in quel momento.

… and the story begun.


4 Comments

Libri

Mi faccio ladro di idee altrui, in attesa di un post

1 ) Stai leggendo qualche libro in questo periodo?

2 ) Leggi mai più libri in contemporanea? Sempre :D E’ una brutta abitudine che ho preso per studio, spilucco da mille libri per quello che mi serve senza leggerne uno per intero. Di solito si salvano i romanzi e i pochi libri di divulgazione veramente interessanti.

3 ) Quanti libri hai letto l’anno scorso? Non lo so ma pochi, purtroppo.

4 ) Scegli mai un libro solo per la copertina? Raramente, anche se mi lascio attirare dalle copertina.

5 ) E solo per il titolo? Capita raramente anche quello.

6 ) Compri molti libri? Più di quanti riesca a leggerne, penso di avere in arretrato un paio di anni di lettura già in casa.

7 ) Massimo numero di libri comprati in una volta? Credo sei o sette, non penso ne abbia mai acquistati di più.

8 ) La cosa che ami di più delle librerie? Faccio poco caso a “come” sono le librerie

9 ) E quella che odi di più? Vedi sopra ;)

10 ) Hai mai fatto finta di aver letto un libro che in realtà non avevi letto? Una volta alle medie. Compito per le vacanze natalizie era leggere i promessi sposi e farne un riassunto. Lessi un sunto della storia e lo utilizzai per il riassunto (sono cervellotico eh ? :D). Dopo la (ovvia) cattiva valutazione lessi il libro, ma non l’ho trovato mai un gran che.

11 ) E hai mai finto di non aver letto un libro che in realtà avevi letto? No, ma ci potrei provare xD

12 ) Ci sono libri che non vale la pena leggere? Si, perché il problema è che spesso ci sono troppi libri gemelli, se non del tutto inutili. La biblioteca del congresso riceverebbe 10000 nuovi titoli al giorno, più di quanti verosimilmente ne potrebbe leggere una persona in una intera vita. C’è qualcosa che non va.

13 ) Leggi mai un libro solo perché tutti ne parlano? Mi informo sul libro, qualcosa anche sull’autore, ma la decisione segue sempre i gusti e non il vento.

14 ) Qual è il libro più stupido che hai letto? Non credo che ci siamo libri stupidi (lo spero almeno), sicuramente qualche libro inutile l’ho letto, ma li ho reputati tali perché monotoni e/o privi di una propria interpretazione delle cose.

15 ) Qual è la cosa più strana che hai fatto o ti è capitata in libreria? Chiesto un appuntamento alla commessa.

16 ) Qual è la cosa che avresti voluto fare, ma non hai fatto sempre in libreria? Ordinare i libri, per quello che si vuole, ma ordinarli xD

17 ) Ti sei mai sentito solo perché lettore? No, perché?

18 ) Ti è mai capitato di sentirti più vicino a qualcuno perché leggi? Non del tutto. Leggere l’Otello, per esempio, ci avvicina alla sua storia ed a quelle simili che possiamo incrociare, ma non possiamo certo dire di trovarci realmente più vicini o di capire meglio (nonostante pensiamo sia così). Leggere passa qualcosa dalle pagine del libro a quelle della nostra mente. Ma se non colleghiamo il tutto alla realtà siamo solo un libro di pelle.

19 ) I libri rendono migliori? I libri danno una mano, ma se non si usa il cervello nemmeno essere dei genii/santi ci rende migliori.

20 ) Vale la pena di leggere un libro solo per cultura anche se è noioso? A volte bisogna ingoiare un boccone amaro per poter gustare i piatti più dolci. L’essere noioso non è proprio di un libro, ma del come è scritto, dunque vale la pena leggere un tale libro solo se non ce ne sono altri equivalenti.

21 ) Ci sono libri che non meritano di essere letti da nessuno? Nel valutare un libro conta molto anche quali libri si sono letti prima, quindi il suo giudizio varia da persona a persona. E poi, un libro che non meriti di essere letto da nessuno andrebbe letto per quello stesso motivo ;)

22 ) Ti capita di giudicare qualcuno dai libri che legge? No, anche perché è più interessante una persona (quand’anche non lo sia) rispetto ad un libro.

23 ) Un libro può rendere felici o tristi? Sì, nel limite di se stessi.
24 ) Un libro può cambiare il mondo? Si, ma lo si scopre sempre troppo tardi.
25 ) Se tutti leggessero di più… non cambierebbe nulla. Il messaggio non è solo nell’azione ma anche nel senso. Leggere non vale nulla se non si capisce quello che c’è scritto nel libro.