Far From Earth

Chronicles From Zeta Reticuli


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Del Capo d’Anno ed altre Amenità

Buon anno a tutti/e! Dopo il primo giorno di lavoro “ufficiale” eccomi a scrivere un posticino sulle mie follie vacanziere, complici la giornata al ribasso tra nebbia, stanchezza e assonnatezza da 5 ore di sonno.

E dunque, dato che un altro post attende, per capo d’anno mi sono assentato dal mio mondo, ho staccato la spina e sono partito. Ho notato, tra l’altro, che negli ultimi giorni di ferie (penso complice il maggior dormire, ed il maggiore cibo :D) ho goduto molto di più dei giorni rilassati rispetto agli altri dell’anno appena passato. Quando ero in procinto di finire le ferie, il giorno prima del rientro al lavoro, mi è sembrato di svegliarmi da una vacanza di settimane, e di non ricordarmi nemmeno cosa avessi da fare al lavoro. Scontato dire che è una sensazione molto appagante, si scopre di aver vissuto davvero nell’essenza le vacanze appena trascorse. Ed anche per questo capo d’anno è stato così. Certo, probabilmente sarebbe stato anche meglio se avessi viaggiato in modo più comodo, ma non ne sono così sicuro, e poi non avrei avuto molto di folle da raccontare in quel caso (rispetto al raccontabile).

Ma andiamo per ordine. Questo capo d’anno è iniziato in modo atipico, con la proposta di Jo di passare il capo d’anno da lei a Latina. Avevo già dato una parziale conferma ad un altro amico, ma dato che ero in debito di una proposta simile (per una estate di molti anni fa) con Jo, ho deciso di mollare gli ormeggi e fare un salto da lei. Unico problema erano i ~700km che ci separano. Certo aerei e treni sono una gran mano in questi casi, se non fosse che prenotarli con 2 settimane di anticipo a cavallo dell’anno è vagamente costoso. Non che questo sia in sé un vincolo insuperabile, se ci si tiene si fa questo ed altro per alcune persone, ma volendo unire l’utile al folle mi sono dato da fare per trovare una alternativa. E dunque mi sono detto, perché non andarci in macchina? il tratto più lungo fatto fino a quel momento erano “solo” ~600km (per il colloquio di lavoro a Rolle), dunque era un modo per vedere dove si fermassero i miei limiti. Certo, quando sono andato a Rolle erano stati andata e ritorno in giornata, per un colloquio di un’oretta, pranzo a base di un panino e poi via verso gli altri impegni della giornata.

Quindi la mia scelta ricadde in modo ovvio sull’andare in macchina. Anche perché, a me non è che dispiaccia andare in macchina, e poi il viaggio nella sua accezione fondante vive della meta e del percorso che facciamo per raggiungerla. Ed allo stesso modo, un ricordo risalta e si intensifica quando lo appaiamo al viaggio che ci ha portato a lui, da sempre infatti sappiamo che il “contorno” è parte integrante del paesaggio che vediamo e del soggetto che li vive. Però così sarebbe stato facile, troppo facile. E dunque scelsi di andarci si in macchina, ma senza usare le autostrade. Anche perché la differenza tra autostrada e normali vie è semplicemente quella temporale, e dato che per me il tempo non è un vincolo ho potuto prendere questa via.

Il viaggio come dicevo è una entità fondante della nostra cultura, ma nei tempi via via più recenti tale dimensione si è arenata sul mero spostamento di cose da un punto all’altro. Il viaggio è stato svuotato della sua dimensione umana e sensibile, trasformando per contrappasso l’uomo in merce. Sono passati gli anni in cui viaggiare significava conoscere persone nuove, in cui il viaggio era sovente parte del racconto e non solo i luoghi alla sua fine. Oggi invece cerchiamo di raggiungere il fine ma spesso ci dimentichiamo del mezzo, oppure lo affiliamo a tal punto da renderlo un’anima trasparente e priva di qualsiasi colore. Ma in questa tensione verso il fine, una volta raggiunto lui non ci soddisfa più come prima, forse proprio perché abbiamo perso il rito del mezzo che ci preparava ed allietava durante l’attesa. Ma da qui, dal fine, invece di ridare la dimensione al mezzo cerchiamo di intensificare ancora di più il fine, estremizzandolo, ed anoressizzando ancora più il mezzo. E questo si può applicare ai viaggi, alle competenze ed ai sentimenti.

Cerchiamo di accrescere l’intensità dei fini perché abbiamo svuotato i mezzi della loro fragranza. Cerchiamo mete sempre piú lontane ed esotiche mentre i viaggi sono sempre più veloci, neutri e distaccati. Viaggiamo senza goderci il mondo e le sue infinite striature, siamo affamati della meta promessa e non accettiamo ritardi o cambi di piano. Ed allo stesso modo ci copriamo di burocrazia, regole e leggi per non guardare i singoli casi e immergere il viso nel mondo reale. Oppure ci trasciniamo in relazioni malate e stanche, oppure in apatia ed autodistruzione perché non sappiamo più imparare da quello che ci succede, non sappiamo più guardare ai nostri sbagli ma vogliamo solo che il fine sia quello di un film. Ma nei film il viaggio è una mera punteggiatura in quello che sarebbe il romanzo della vita reale. E dunque quando posso, cerco di non tagliare i viaggi, le casualità e le follie perché di loro i ricordi avranno il sapore. Ma filosofia da 5 cent. a parte, il viaggio in macchina non poteva chiaramente essere lineare, non tanto per ricerche mie di follia, non solo per lo meno, ma anche per onde del destino si potrebbe dire.

E così, dopo aver consultato l’oracolo di google maps, parto alle 7 di mattina del 30/12, sapendo che secondo l’oracolo avrei dovuto metterci qualcosa come nove ore e mezza, senza stop intermedi, chiaro. Parto e dopo meno di un’oretta mi accorgo di alcune piccole, ma proprio piccole eh, mancanze dell’ultimo secondo. Tipo il fare colazione abbondante prima di mettermi in viaggio invoglia particolarmente l’intestino, e penso sia chiaro in che senso xD Quindi dopo un paio di stop ad altrettanti bar per non meglio precisate soste “caffè”, continuo il viaggio verso l’adriatico. Già, perché a quanto pare la strada più veloce per Roma, senza passare per autostrade varie, ha come capi saldi il passaggio prima da Milano a Ravenna, per poi imboccare la E45, tutta. Tutta tutta. Quasi 400 km di superstrada dall’adriatico fino a Roma xD Comoda eh, ma interminabile :D Comunque mentre facevo strade più o meno battute verso Ravenna nell’ordine, il cellulare si spegne (e scopro che con il gps acceso in macchina si scarica più velocemente di quanto si carichi, il che è un problemino … -_-“), mentre il cellulare è spento ed in ricarica (così fa prima) ovviamente Jo mi chiama e mi messaggia. Quando lo riaccendo e riattivo il navigatore mi dimentico di togliere il passaggio dalle autostrade … così mi indirizza “subdolamente” verso la A1, fortunatamente io capisco qualcosa quando arrivo al casello ed il GPS mi dice di entrare :D

Chiaramente per far passare il tempo, al di la della radio e della musica, mi diverto a guardare fuggevolmente il paesaggio, mentre con lentezza cambia all’orizzonte. La fortuna vuole che il 30 fosse domenica, quindi pochissimo traffico sulle strade, per contro anche pochissimi distributori di GPL aperti xD così mi trovo ogni 3/4 orette a cercare in ogni angolo un distributore aperto. La prima ricerca però è stata fantastica, ero oramai in riserva spinta, e mi sarei fermato ovunque indipendentemente dal prezzo assassino esposto, ad un certo punto scorso sulla superstrada un distributore e mi dico “toh, che fortuna, ed ha pure i prezzi bassi” e mentre mi avvicino vedo che è pure aperto, e sempre più gioioso conto i metri all’arrivo della pompa, se non che al momento dell’ingresso dico “eccolo eccolo eccolo … chiuso xD”. Vedo che è sbarrato … lavori di ristrutturazione, non avevano sistemato il cartello di aperto/chiuso -_-” Riesco a superare anche le forche caudine della riserva di carburante e proseguo nel viaggio verso Latina, e mentre mi trovo a scendere dagli appennini ho la fortuna di osservare un bellissimo tramonto.

Ultimamente mi rapiscono sempre i tramonti, le notti stellate, il cielo ed i colori dei paesaggi. So che razionalmente sono tutte immagini uguali a migliaia di altre che ho già visto, non c’è nulla di “realmente” nuovo che li distingua e renda unici. Però, vedendo questo tramonto ho capito che non è quello che vedo ad essere unico, ma la commistione dell’immagine al momento in cui la vedo. Il tramonto ed il viaggio in sé, i colori così saturi e cangianti uniti al tepore di un’aria non più delle mie zone, la stanchezza del viaggio e quell’infinito che trasuda l’orizzonte e perdersi nelle distanze. Così per qualche attimo mi godo il viaggio e le sue attrattive, così usuali ed identiche ad altri viaggi, così uniche ed irripetibili come i singoli momenti che ci sono in ogni istante.

E continuando il viaggio di andata il cellulare si spegne di nuovo, e google maps ri resetta di nuovo e mi spinge ancora una volta verso le autostrade … non imparo proprio mai xD Ma dato che vedo che manca proprio poco a Roma, circa 40 km, decido di farmeli tutti per strade normalissime, nemmeno superstrada. Diciamo che la scelta è stata paesaggisticamente gratificante, un po’ meno dal punto di vista delle curve e del sali scendi sulle colline tra Orte e Roma. Piano piano supero anche Roma ed il raccordo anulare, per l’occasione incredibilmente deserto (vabbhé, i miei ricordi erano associati ad un lunedì mattina lavorativo, quindi non regge il confronto :D) , e piano piano mi dirigo verso Latina. Oramai sono alle 11 ore di macchina, interrotte solo da tre soste GPL e due soste fisiologiche, giusto per non pesare troppo sulla durata del viaggio. Ma anche quando arrivo nella via di destinazione il mio fato si diverte con me (ed io con lui ;) ), dovrei cercare il civico 16 … passo con la macchina e vedo il civico 18, e mi dico “appena superato azz!!!” , giro la macchina e torno indietro, rallento, civico 20 … civico 18 … civico 14 … mmm, e il 16 dov’è ??? xD Mi tocca passare altre due volte per vedere che il 16 era vicinissimo al 14 e quindi sembrava quasi non esserci. Cosi, dopo solo 12 ore di viaggio arrivo a destinazione.

Tra l’altro, pur avendo avvertito che sarei arrivato per le 18.30, non avrei trovato Jo che era in altre faccende affaccendata … ma è stata più veloce lei, dato che dopo aver parcheggiato mi avvicino al campanello e vedo una macchina passare dietro di me e fermarsi per posteggiare. Era lei. Perfetto tempismo direi. Ma io sono Mr tempismo :D Il ritorno sarà molto più lineare, diciamo così, ma lo metterò più avanti, qui siamo già a lunghezze spropositate del post. Ma voglio comunque terminare dicendo che è stato un gran capo d’anno. Anche se della dozzina di persone che eravamo conoscevo all’inizio solo Jo, mi sono trovato benissimo con loro, un gruppo di persone molto disponibili ed alla mano (sarà merito della padrona di casa? ;) ), con cui mi sono divertito durante l’interminabile cena luculliana, la notte passata a cazzeggiare in centro per cercare una disco, poi tirando le 5 a giocare giochi assurdi con davanti vino e spumante. E poi il giorno dopo, con l’augurio del tempo clemente, a visitare i paesini e le stupende terre limitrofe. Veramente un bel capo d’anno. Grazie davvero a Jo ed agli amici!

Vabbhé, alla fine di questo panegirico le solite immaginette :D Lo studio dell’occhio so che non è realistico, ma dato nella testa del pettirosso l’occhio era uscito troppo piatto, ho voluto capire come fare per migliorare un pochino ;)

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Su Omero (2)

( …continua)

Ci eravamo lasciati dicendo che avevo appena attraversato il confine speranzoso di trovare distributori gpl (speranza che si sarebbe infranta di li a poche centinaia di chilometri xD). La prima cosa che ho notato dopo il confine è stata … che i lavori sulle strade li fanno persino peggio che da noi !!! Strade con lavori in corso senza cartelli, con lavoratori che scorrazzano liberamente per le carreggiate e con buche e devastazioni varie.

Bello il lungo lago di Ginevra, io ho fatto la parte superiore (in alto a destra, per intenderci :D ), era una bella giornata di sole con poche nuvole ed un pizzico di vento, le condizioni migliori insomma per una bella scampagnata (che ovviamente non ho avuto il tempo di fare, con 12 ore di macchina ci mancava che mi fermassi pure da qualche parte). Però Il paesaggio bucolico invogliava molto alla scampagnata, e poi in Svizzera c’è davvero molto verde, non come da noi dove appena ti distrai un attimo ti asfaltano mezzo quartiere (poi chiaramente si interrompono, lasciando l’altro mezzo in uno stato di attesa da zona di guerriglia ai confini del mondo).

Fortunatamente mi perdo un po’ nel guardare il paesaggio attorno e passano il paio d’ore necessarie per arrivare a Rolle, dove mi attende il colloquio. Ovviamente ero stato previdente, sapendo che il viaggio sarebbe stato di circa cinque ore mi ero preso un margine di una buona oretta (pur sapendo che il gps mi da sempre il tempo di percorrenza per eccesso) … e quindi sono arrivato nel parcheggio della azienda con ben … 5 minuti di anticipo sull’ora del colloquio … -_-” Poi chiaramente mi sono detto, non sto a pranzare di fretta adesso (erano le tredici), faccio il colloquio (che la volta precedente mi era stato detto essere giusto una formalità) e poi pranzo con calma.

Mi avvio dunque verso l’ingresso, suono il campanello per farmi aprire … muto … risuono … il nulla. Allora entro dall’ingresso delle auto e vado verso la reception, faccio per entrare ma la porta a vetri non si apre -_-” Come inizio non è stato affatto male :D Poi vedo un tizio che armeggia dietro il banco della reception, all’interno, mi apre e mi dice che forse non c’era nessuno perché “probabilmente” erano tutti in pausa pranzo. Forse eh. Sono proprio Mr tempismo :D Di seguito il colloquio, quello che doveva essere era giusto una formalità, è durato un paio d’orette (in inglese, chiaramente), già avevo sulle spalle (o dovrei dire sulla schiena) 400km di viaggio, poi tra fame e caldo tutto stava andando nel modo migliore xD

Verso la fine il colloquio in sé e per sé mi sembrava andare bene, un riedizione dei suoi omologhi precedenti ma in inglese, con qualche aggiunta nello stile anglosassone (interessi extra-lavorativi, motivazioni delle scelte). Alla fine però una dei tre tizi con cui stavo facendo il colloquio mi è sembrato avesse cambiato idea all’improvviso, come non troppo convinto di qualche cosa. Ma dato che avendolo notato anche un altro dei tre ed alla sua richiesta se avesse altre domande non ne ha poste, io me ne sono bellamente fregato (anche perché non è che potessi fare chissà che altro). Così, dopo ringraziamenti e saluti, mi sono avviato verso la macchina, almeno per pranzare “con calma” in 5 minuti e poi ripartire subito vista l’ora xD.

Riprendo il viaggio (più a livello trip oramai), e le due orette fino al confine italiano passano abbastanza velocemente. Appena “rientrato” in Italia noto come ci siano più umidità e freddo qui che in Svizzera -_-” ah, il caro e vecchio buon clima del bel paese. Proseguendo sull’autostrada passo poi per Aosta e quindi mi dirigo verso Torino. Fortunosamente il traffico era quasi del tutto assente (a parte qualche rallentamento per i perenni lavori che fanno sulle autostrade, e sempre ad orari del tutto non fastidiosi xD), così nel guidare mi perdo un po’ nei paesaggi della Val d’Aosta, e nei castelli che vedo in lontananza ergersi su colline verdi. Avendo più tempo mi sarei potuto fermare, ci sono davvero un sacco di posti degni di essere visti in Italia, molti dei quali non poi così pubblicizzati, ma ero già in ritardo (come sempre), e quindi mi è toccato rimandare le “visite di piacere” ad un futuro che spero sia abbastanza prossimo.

Faccio per prendere l’uscita dell’autogrill ma … ma l’uscita (direi ironicamente) mi fa uscire dall’autostrada !!! E mi tocca rientrare per andare all’autogrill !!!!! Mai vista una cosa del genere (qualsiasi illazione del tipo “hai preso l’uscita sbagliata” o “non hai visto lo svincolo” sarà punita tramite le mie chiavi e la portiera della vostra auto :P ). Comunque fortunosamente il suddetto autogrill era distributoredigplmunito, e quindi sono riuscito, dopo milioni di micromiglia, a fare il pieno di gpl (caro come non mai, mannaggialapupazzetta !!!) e poi, avendo visto i risicati contanti con cui ero rimasto decido di uscire alla prima uscita disponibile … che ovviamente incontrerò dopo soli 60 km xD

Chiaramente non ero a conoscenza del fatto che al casello fosse possibile anche pagare il giorno successivo nel caso in cui non si abbiano contanti (e quando sono venuto a saperlo, qualche giorno dopo parlando con Leo, ho fatto mentalmente un breve ma intenso ripasso di saracche), comunque alla fine mi avanzeranno tipo 1/2 € , alla faccia del risicato. Chiaramente al momento non capivo come mai, avendo comunque pianificato i giorni prima il viaggio, non fossero bastati i soldi, pensavo ad un qualche errore di conto oppure a consumi strani della macchina. Poi mi sovviene un piccolissimo ed insignificante particolare … avevo fatto sì i conti giusti per il viaggio, erano perfetti i conti … ma solo per l’andata xD

In pratica da Novara ho fatto tutta strada normale per arrivare fino a casa … tre ore di macchina su strade normali … e ovviamente (_ovviamente_) mi sono ritrovato a passare per Milano indovinate a che ora? Erano le 19 ed ero a Milano ovest … e cera un pochino di coda … ma solo un pochino eh xD Seguendo le istruzioni del gps mi immetto sulla tangenziale ovest, verso sud (e tra me e me penso: “che strano, di solito vado verso la Nord per tornare a Bergamo, ma si sa, il gps ha sempre ragione …”). La sera stessa avevo anche il corso in CRI, e dato che più o meno pensavo di arrivare in orario (mooolto più o meno), avevo impostato sul gps le sede della CRI a Calcio. Mi sarei accordo dopo della infelice scelta. Già, perché così facendo il gps mi ha mandato dritto nella direzione del traffico sulla tangenziale ovest (mentre se mi fossi diretto verso Bergamo, e quindi tangenziale Nord, non avrei trovato anima viva a quell’ora xD). Quando ho capito quello che stava succedendo ero a metà strada, ed a metà dell’ingorgo (punto ottimale per decidere di cambiare idea, eh? ), così mi sono bellamente messo l’anima in pace ed ho proseguito a passo d’uomo, tira e molla di acceleratore e freno, per una ventina di minuti. Poi come d’incanto si è liberata la tangenziale ed ho potuto proseguire più veloce della luce (letteralmente ;) ) verso Calcio.

Arrivato a calcio, con più energie di una mummia egizia e con almeno un paio di vertebre in meno, mi accascio sulla sedia e seguo “attivamente” (limitandomi a respirare) la lezione. Che dopo 5 minuti prevedeva le prode pratiche … che chiaramente non ero esentato dal fare. Non vi dico le energie per fare le simulazioni di rcp xD Alla fine riesco anche a superare la serata (finita come giusto a mezzanotte), e un po’ stanchino striscio verso casa, cercando di non addormentarmi al volante, e pensando che il giorno dopo alle 7 si tornava al vecchio lavoro. Arrivato a casa sono ho fatto tutti in stile automa, ho preparato la cena, fatto la doccia, preparato i vestiti e quanto necessario per la palestra, cenato e subito volato a letto. Alla fine andrò a dormire all’una di notte xD Ma in compenso mi sono addormentato credo in 3 secondi netti, campione del mondo !!! xD

(continua … (con parte un po’ più seria ;) )


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Su Omero (Ovvero racconto di odissee moderne)

Prima di tutto vorrei chiarire che, non senza una punta di dispiacere, debbo dire che non ho mai letto l’Odissea di Omero, e quindi parlo essenzialmente per conoscenze acquisite con il tempo (citazioni da altri autori, porzioni lette in wikipedia, racconti e film vari). Ma soprattutto è necessario chiarire che Omero è solo un appiglio per parlare di quelle che poi sono le mie odissee, i miei viaggi di fortuna e sugli accadimenti relativi, e non tanto l’opera dello stesso. Già, perché i miei viaggi sono (o forse mi sembrano) tutto fuor che normali, classici e lineari.

Tempo fa, durante un periodo in cui ho riflettuto molto (e c’è direbbe troppo) sul senso della vita, mi sono accorto di come una delle mie caratteristiche innate è quella del viaggio. Mi piace viaggiare, conoscere, imparare, trovare un percorso verso una meta prefissata e godersi quello che stà in mezzo verso la meta, imparando quanto si para lungo la strada e distraendomi nel mezzo, lasciando libera la curiosità di vagare.

Qui intendo viaggiare quindi in senso più pratico e (penso) meno usuale del termine, ovvero non mi rifaccio “necessariamente” al viaggio come l’andare in vacanza od al visitare mete particolari/esotiche, non intendo il viaggio come intervallo naturale tra la vita di tutti i giorni ed una meta di relax (fisico e/o mentale che sia) ma più come esperienza in sè, come metro della meta prefissa, come parte fondamentale di un processo che è la vita.

Ma tornando all’idea centrale del post, le mie odissee nei viaggi :D E dunque vi racconterò un po’ del viaggio che ho fatto a Rolle (cittadina vicina a Ginevra), e poi quello che ho fatto ieri l’altro a Verona (e come non ricordare questo , oppure questo). Ma dunque dunque dunque, andiamo con ordine

Come sapete ad inizio Settembre sono andato a Rolle per via di un colloquio di lavoro. E ci sono andato in macchina xD Ma in fondo che volete, erano solo 900km (tra andata e ritorno) e una decina di ore di viaggio … -_-” Il tutto nasce da una casualissima(issimissima) opportunità lavorativa che mi offrono, e colloquio dopo colloquio arrivo alla proposta di un quarto incontro, però alla sede europea dell’azienda. La compagnia di selezione erroneamente (come scoiprirò in seguito -_-“) mi consiglia di andare in macchina invece che in treno, perché soluzione che riportavano essere migliore. A me non pesa guidare, quindi non vidi particolari problemi in quella opzione, certo 900km e svariate ore di viaggio non erano da poco, ma in fondo era fattibile. Certo, quando al colloquio ho detto di essere venuto in macchina mi hanno guardato un po’ strano, e quando poi mi hanno detto che di solito è molto (mooolto) più comodo arrivare in treno perché la stazione dista solo 5 minuti di taxi (e c’è il treno diretto Milano-Losanna, con fermata a Rolle) mi sono sentito non proprio un genio :D

Ma le cose più divertenti sono accadute in viaggio. Per esempio all’andata (ed al ritorno) ho sbagliato due volte uscita xD All’andata ero già ben oltre Novara, ed avrei dovuto svoltare a destra direzione Aosta, il condizionale implica che non lo abbia fatto però :D In realtà ero assorto nei miei pensieri, e così non ho guardato la strada che mi indicava il gps (che avevo messo in modalità silenzioso -_-“), quando sono tornato sul mondo dei vivi avevo superato la svolta ero oramai una decina di chilometri oltre, a metà strada da Torino xD Sono quindi uscito e rientrato, rimettendo subito l’audio al gps :D Chiaramente all’uscita (piccolerrima), vado verso il casello (due, entrambi automatici) e aspetto dietro un’auto … che chiaramente ci impiega una vita a pagare. Già, perché erano due inglesi che hanno sbagliato mettere il biglietto e la macchinetta ora chiedeva loro tipo 300€, e chiaramente la non reperibilità di un operatore nel raggio di chilometri non li aveva aiutati particolarmente. Dopo 10 minuti che ci spieghiamo facciamo la retro e andiamo all’altra macchinetta che (dopo sacrifici a Visnhu) ci lascia passare.

Continuando la strada verso il confine e il gpl è sempre meno, ed io ingenuamente penso che non sarà poi un grosso problema trovare un distributore data l’ascesa del gpl degli ultimi tempi … beh, mi sbagliavo xD Tra Bergamo ed il confine ho trovato due distributori di gpl (uno all’andata ed uno al ritorno), e quello all’andata era pure a secco !!! Quindi mi rassegno a fare un po’ di benza e sperare che oltre il confine ci siano distributori di gpl (chiaramente in svizzerlandia faranno il cioccolato migliore che ci sia, ma di gpl a quanto pare non ne hanno mai sentito parlare -_-“)

(continua… )


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Dolce Dormire

Comunque andare a dormire a quest’ora, quando sai che dovrai alzarti alle 5 e mezza, è uno sbatta assurdo. Solo perché poi domani devo andare a Malpensa alle 8 a prendere il volo per la Germania per andare a “visitare” un sito produttivo e “imparare” alcuni passaggi del processo di realizzazione di un prodotto. Potevo partire giovedì e tornare venerdì, ad orari più decenti (non troppissimo eh), ma significava perdere la lazione di russo, e non è proprio il caso visto che ne mancano solo tre e tra le più importanti xD

Comunque chiaramente io vado a dormire stra-tardi, altrimenti che gusto c’è a viaggiare in stato non-comatoso?


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Wait a moment … or maybe no

libero_107
Si potrà “trattenere il respiro” per un mese? Non so, aspettare è sempre stato il mio forte(anche perché se vivi nel nulla, non fare nulla, aspettare, non è altro che la tua vita). In passato, anche non troppo recente, sono “tornato a casa” più volte, ed un mese decisamente è un’inezia rispetto ad altre occasioni. Ma.
Come sempre c’è un ma, una contrappunto, una postilla.
So, e l’ho imparato a mie spese, come l’attesa (specialmente nel mio caso) sia deleteria, non tanto per se stessa, quanto per quello che si perde aspettando. Già, perché nell’attesa ci si perde il mondo, le sue evoluzioni, ciò che sono le esperienze. Non voglio dirvi che l’attesa è “il male”, da evitare o quanto meno da ridimensionare dall’usuale. Non posso che riconoscere come l’attesa, in svariati casi, sia una leva positiva della vita. Però è difficile stabilire dove l’attesa sia una leva piuttosto che un freno, anche perché di fatto siamo (ognuno a suo modo) prodotti del nostro passato, della nostra evoluzione. C’è il libero arbitrio, ma è difficile cadere lontano dalla pianta (non impossibile certo, come sempre). Non so se attenderò, cercherò di non perdermi in altro, nella infinita curiosità, nel nulla. Cercherò.