Far From Earth

Chronicles From Zeta Reticuli


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Hello hello baby

C’è qualcosa di pauroso e splendido nelle fotografie, ipnotico e straniante.
Attimi di vita, vita che possiamo riconoscere come nostra, fissati per sempre, fermi ed immobili, innaturalmente privati di una vita che nei nostri ricordi c’è, privi della dinamica che è l’essenza stessa della vita.
E noi li, ad osservare rapiti mondo dall’essere incipiente, carico di particolari che così innaturalmente possiamo trovare, come se avessimo barattato il tempo con la perfezione.
Di quelle fotografie ci innamoriamo, ne vediamo rapiti la bellezza perché un istante è stato fissato con doti super-umane, memoria oltre le nostre abilità di ricordare, dettaglio distante al di la della nostra vista. Una singola immagine è stata rapita dai suoi simili ed assunta ad immortale, tolta da un oblio di cloni, ma riposta in un incubo di formalina dove sarà condannata a vivere, o forse solo sopravvivere, in eterno.
Tali fotografie però rappresentano anche la morte, tale è l’assenza di tempo, ci dicono del passato e di un mondo che non c’è più, come tornare nei propri luoghi d’infanzia e riscoprirli distanti, diversi e privi dei colori che ricordavamo.
Come svegliarsi in un altro mondo, sicuri dai ricordi che fosse differente, ma trovare la memoria lontana e quel mondo presente e vicino. Ed è li che si insinua quella sottile incrinatura per cui tutto è possibile, e d’improvviso ci si trova davanti all’oscuro abisso senza fondo, dove nulla ha senso.

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Here we are

Nei mesi passati mi sono dato molto da fare. A pensare, più che altro. Il che è una cosa del tutto usuale (o almeno dovrebbe esserlo in generale), dunque non ci sarebbe nulla di stupefacente, ma. Ma il fatto è che ho molto pensato e discusso su argomenti oramai abbastanza desueti, che non sono poi così comuni, anche se molto interessanti. Ovvero:

Quale è il senso della vita?
Quale è il risultato della società ad oggi?
Quale è la strada, se c’è, dietro a tutto quello che vediamo?

E di solito ad ogni nuovo argomento di discussione portato sorgeva l’affermazione “Dobbiamo proprio trovarti una ragazza” xD Mi sono posto quelle domande, come avevo già fatto altre volte, e ne ho discusso con amici vari, per cercare di capire, di farmi una idea e vedere di darmi una direzione. Nel senso che ho voluto sedermi un momento, e di fronte al passato fare un punto, tracciare una linea e capire cosa stesse succedendo. In generale.

E’ un periodo molto strano quest’ultimo, da un annetto e mezzo a questa parte oramai, sono successe molte cose dentro e fuori che mi hanno spinto a pormi le domande di cui sopra. Nel senso che, come altre volte in passato, vorrei darmi non un piano preciso di cosa voglia fare, ma perlomeno una idea della direzione in cui andare, non navigare a vista ed esser lieto della vita come viene. Che è una cosa buona quando dai per scontate alcune reti e decisioni (as to be student, to be in a couple, etc), ma quando hai “troppa” libertà di azione capisci che è necessario anche organizzare la realtà, altrimenti ci si muove nella sabbia disperdendo le forze.

Quale è il senso della vita dunque? Ogni volta che ripenso a questa domanda mi ritorna alla mente il film Dred, dove un attore dice ad un’altro:
“Questo è un rompicapo molto antico che racchiude il senso della vita”
“E quale è il senso della vita?”
“Il senso della vita è che prima o poi finisce.”
Concordo in parte con tale visione, nel senso che la vita è opposto della morte, e dunque indipendentemente dalle credenze varie sul dopo-morte la conduzione della vita dovrebbe tenere sempre presente che prima o poi finisce. In maniera necessaria ma anche naturale. Però non mi piace limitare il senso a mero e unico opposto della morte. Infatti, parlando sia con Enry che Leo, un po’ alla volta ho maturato comunque la convinzione che se effettivamente è vero che l’arbitrarietà delle percezioni è alla base di tutto (e tutto relativizza, quindi ogni cosa è possibile a priori, assunta la base logica), è anche vero che come esseri finiti non si può seguire tutte le vie, non per sempre almeno. Si arriva ad un punto in cui si può e si deve scegliere, una rottura di simmetria, un dividere l’universo con una linea di rossa matita per poi porsi da un lato. In maniera conscia se si può, o almeno accorgendosene altrimenti, perché credo che svegliarsi su una sponda scoprendo che qualcosa/qualcuno ha già scelto sia spiazzante.
Dunque il significato della vita, oltre che vita stessa, è qualcosa che razionalmente ci dobbiamo scegliere, ognuno per conto suo ed ognuno in modo conscio. Per prenderci la responsabilità delle nostre azioni.


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Su Omero (2)

( …continua)

Ci eravamo lasciati dicendo che avevo appena attraversato il confine speranzoso di trovare distributori gpl (speranza che si sarebbe infranta di li a poche centinaia di chilometri xD). La prima cosa che ho notato dopo il confine è stata … che i lavori sulle strade li fanno persino peggio che da noi !!! Strade con lavori in corso senza cartelli, con lavoratori che scorrazzano liberamente per le carreggiate e con buche e devastazioni varie.

Bello il lungo lago di Ginevra, io ho fatto la parte superiore (in alto a destra, per intenderci :D ), era una bella giornata di sole con poche nuvole ed un pizzico di vento, le condizioni migliori insomma per una bella scampagnata (che ovviamente non ho avuto il tempo di fare, con 12 ore di macchina ci mancava che mi fermassi pure da qualche parte). Però Il paesaggio bucolico invogliava molto alla scampagnata, e poi in Svizzera c’è davvero molto verde, non come da noi dove appena ti distrai un attimo ti asfaltano mezzo quartiere (poi chiaramente si interrompono, lasciando l’altro mezzo in uno stato di attesa da zona di guerriglia ai confini del mondo).

Fortunatamente mi perdo un po’ nel guardare il paesaggio attorno e passano il paio d’ore necessarie per arrivare a Rolle, dove mi attende il colloquio. Ovviamente ero stato previdente, sapendo che il viaggio sarebbe stato di circa cinque ore mi ero preso un margine di una buona oretta (pur sapendo che il gps mi da sempre il tempo di percorrenza per eccesso) … e quindi sono arrivato nel parcheggio della azienda con ben … 5 minuti di anticipo sull’ora del colloquio … -_-” Poi chiaramente mi sono detto, non sto a pranzare di fretta adesso (erano le tredici), faccio il colloquio (che la volta precedente mi era stato detto essere giusto una formalità) e poi pranzo con calma.

Mi avvio dunque verso l’ingresso, suono il campanello per farmi aprire … muto … risuono … il nulla. Allora entro dall’ingresso delle auto e vado verso la reception, faccio per entrare ma la porta a vetri non si apre -_-” Come inizio non è stato affatto male :D Poi vedo un tizio che armeggia dietro il banco della reception, all’interno, mi apre e mi dice che forse non c’era nessuno perché “probabilmente” erano tutti in pausa pranzo. Forse eh. Sono proprio Mr tempismo :D Di seguito il colloquio, quello che doveva essere era giusto una formalità, è durato un paio d’orette (in inglese, chiaramente), già avevo sulle spalle (o dovrei dire sulla schiena) 400km di viaggio, poi tra fame e caldo tutto stava andando nel modo migliore xD

Verso la fine il colloquio in sé e per sé mi sembrava andare bene, un riedizione dei suoi omologhi precedenti ma in inglese, con qualche aggiunta nello stile anglosassone (interessi extra-lavorativi, motivazioni delle scelte). Alla fine però una dei tre tizi con cui stavo facendo il colloquio mi è sembrato avesse cambiato idea all’improvviso, come non troppo convinto di qualche cosa. Ma dato che avendolo notato anche un altro dei tre ed alla sua richiesta se avesse altre domande non ne ha poste, io me ne sono bellamente fregato (anche perché non è che potessi fare chissà che altro). Così, dopo ringraziamenti e saluti, mi sono avviato verso la macchina, almeno per pranzare “con calma” in 5 minuti e poi ripartire subito vista l’ora xD.

Riprendo il viaggio (più a livello trip oramai), e le due orette fino al confine italiano passano abbastanza velocemente. Appena “rientrato” in Italia noto come ci siano più umidità e freddo qui che in Svizzera -_-” ah, il caro e vecchio buon clima del bel paese. Proseguendo sull’autostrada passo poi per Aosta e quindi mi dirigo verso Torino. Fortunosamente il traffico era quasi del tutto assente (a parte qualche rallentamento per i perenni lavori che fanno sulle autostrade, e sempre ad orari del tutto non fastidiosi xD), così nel guidare mi perdo un po’ nei paesaggi della Val d’Aosta, e nei castelli che vedo in lontananza ergersi su colline verdi. Avendo più tempo mi sarei potuto fermare, ci sono davvero un sacco di posti degni di essere visti in Italia, molti dei quali non poi così pubblicizzati, ma ero già in ritardo (come sempre), e quindi mi è toccato rimandare le “visite di piacere” ad un futuro che spero sia abbastanza prossimo.

Faccio per prendere l’uscita dell’autogrill ma … ma l’uscita (direi ironicamente) mi fa uscire dall’autostrada !!! E mi tocca rientrare per andare all’autogrill !!!!! Mai vista una cosa del genere (qualsiasi illazione del tipo “hai preso l’uscita sbagliata” o “non hai visto lo svincolo” sarà punita tramite le mie chiavi e la portiera della vostra auto :P ). Comunque fortunosamente il suddetto autogrill era distributoredigplmunito, e quindi sono riuscito, dopo milioni di micromiglia, a fare il pieno di gpl (caro come non mai, mannaggialapupazzetta !!!) e poi, avendo visto i risicati contanti con cui ero rimasto decido di uscire alla prima uscita disponibile … che ovviamente incontrerò dopo soli 60 km xD

Chiaramente non ero a conoscenza del fatto che al casello fosse possibile anche pagare il giorno successivo nel caso in cui non si abbiano contanti (e quando sono venuto a saperlo, qualche giorno dopo parlando con Leo, ho fatto mentalmente un breve ma intenso ripasso di saracche), comunque alla fine mi avanzeranno tipo 1/2 € , alla faccia del risicato. Chiaramente al momento non capivo come mai, avendo comunque pianificato i giorni prima il viaggio, non fossero bastati i soldi, pensavo ad un qualche errore di conto oppure a consumi strani della macchina. Poi mi sovviene un piccolissimo ed insignificante particolare … avevo fatto sì i conti giusti per il viaggio, erano perfetti i conti … ma solo per l’andata xD

In pratica da Novara ho fatto tutta strada normale per arrivare fino a casa … tre ore di macchina su strade normali … e ovviamente (_ovviamente_) mi sono ritrovato a passare per Milano indovinate a che ora? Erano le 19 ed ero a Milano ovest … e cera un pochino di coda … ma solo un pochino eh xD Seguendo le istruzioni del gps mi immetto sulla tangenziale ovest, verso sud (e tra me e me penso: “che strano, di solito vado verso la Nord per tornare a Bergamo, ma si sa, il gps ha sempre ragione …”). La sera stessa avevo anche il corso in CRI, e dato che più o meno pensavo di arrivare in orario (mooolto più o meno), avevo impostato sul gps le sede della CRI a Calcio. Mi sarei accordo dopo della infelice scelta. Già, perché così facendo il gps mi ha mandato dritto nella direzione del traffico sulla tangenziale ovest (mentre se mi fossi diretto verso Bergamo, e quindi tangenziale Nord, non avrei trovato anima viva a quell’ora xD). Quando ho capito quello che stava succedendo ero a metà strada, ed a metà dell’ingorgo (punto ottimale per decidere di cambiare idea, eh? ), così mi sono bellamente messo l’anima in pace ed ho proseguito a passo d’uomo, tira e molla di acceleratore e freno, per una ventina di minuti. Poi come d’incanto si è liberata la tangenziale ed ho potuto proseguire più veloce della luce (letteralmente ;) ) verso Calcio.

Arrivato a calcio, con più energie di una mummia egizia e con almeno un paio di vertebre in meno, mi accascio sulla sedia e seguo “attivamente” (limitandomi a respirare) la lezione. Che dopo 5 minuti prevedeva le prode pratiche … che chiaramente non ero esentato dal fare. Non vi dico le energie per fare le simulazioni di rcp xD Alla fine riesco anche a superare la serata (finita come giusto a mezzanotte), e un po’ stanchino striscio verso casa, cercando di non addormentarmi al volante, e pensando che il giorno dopo alle 7 si tornava al vecchio lavoro. Arrivato a casa sono ho fatto tutti in stile automa, ho preparato la cena, fatto la doccia, preparato i vestiti e quanto necessario per la palestra, cenato e subito volato a letto. Alla fine andrò a dormire all’una di notte xD Ma in compenso mi sono addormentato credo in 3 secondi netti, campione del mondo !!! xD

(continua … (con parte un po’ più seria ;) )


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Dammi tre parole …

Ogni tanto penso a cosa il futuro ci riservi, e per quanto non mi sia dato di scrivere del futuro ( ;) ), sempre più spesso ritengo che come singoli, se vogliamo un futuro (e più si va avanti più mi parrebbe di fermare tout court la frase qui) più solido, dovrebbero essere imprescindibili questi elementi:

Socialità
Condivisione
Responsabilizzazione

Ho spesso anche lo spunto di inserire razionalità e sentimenti, ma dopo penso che dovremmo fare un discorso a parte su questi, perché ritengo prescindano dal discorso che ho fatto (nel senso che ne sono la base fondante, e non un pezzo indipendente e scorrelato).

Voi che cosa aggiungereste/togliereste alla lista?


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Su Omero (Ovvero racconto di odissee moderne)

Prima di tutto vorrei chiarire che, non senza una punta di dispiacere, debbo dire che non ho mai letto l’Odissea di Omero, e quindi parlo essenzialmente per conoscenze acquisite con il tempo (citazioni da altri autori, porzioni lette in wikipedia, racconti e film vari). Ma soprattutto è necessario chiarire che Omero è solo un appiglio per parlare di quelle che poi sono le mie odissee, i miei viaggi di fortuna e sugli accadimenti relativi, e non tanto l’opera dello stesso. Già, perché i miei viaggi sono (o forse mi sembrano) tutto fuor che normali, classici e lineari.

Tempo fa, durante un periodo in cui ho riflettuto molto (e c’è direbbe troppo) sul senso della vita, mi sono accorto di come una delle mie caratteristiche innate è quella del viaggio. Mi piace viaggiare, conoscere, imparare, trovare un percorso verso una meta prefissata e godersi quello che stà in mezzo verso la meta, imparando quanto si para lungo la strada e distraendomi nel mezzo, lasciando libera la curiosità di vagare.

Qui intendo viaggiare quindi in senso più pratico e (penso) meno usuale del termine, ovvero non mi rifaccio “necessariamente” al viaggio come l’andare in vacanza od al visitare mete particolari/esotiche, non intendo il viaggio come intervallo naturale tra la vita di tutti i giorni ed una meta di relax (fisico e/o mentale che sia) ma più come esperienza in sè, come metro della meta prefissa, come parte fondamentale di un processo che è la vita.

Ma tornando all’idea centrale del post, le mie odissee nei viaggi :D E dunque vi racconterò un po’ del viaggio che ho fatto a Rolle (cittadina vicina a Ginevra), e poi quello che ho fatto ieri l’altro a Verona (e come non ricordare questo , oppure questo). Ma dunque dunque dunque, andiamo con ordine

Come sapete ad inizio Settembre sono andato a Rolle per via di un colloquio di lavoro. E ci sono andato in macchina xD Ma in fondo che volete, erano solo 900km (tra andata e ritorno) e una decina di ore di viaggio … -_-” Il tutto nasce da una casualissima(issimissima) opportunità lavorativa che mi offrono, e colloquio dopo colloquio arrivo alla proposta di un quarto incontro, però alla sede europea dell’azienda. La compagnia di selezione erroneamente (come scoiprirò in seguito -_-“) mi consiglia di andare in macchina invece che in treno, perché soluzione che riportavano essere migliore. A me non pesa guidare, quindi non vidi particolari problemi in quella opzione, certo 900km e svariate ore di viaggio non erano da poco, ma in fondo era fattibile. Certo, quando al colloquio ho detto di essere venuto in macchina mi hanno guardato un po’ strano, e quando poi mi hanno detto che di solito è molto (mooolto) più comodo arrivare in treno perché la stazione dista solo 5 minuti di taxi (e c’è il treno diretto Milano-Losanna, con fermata a Rolle) mi sono sentito non proprio un genio :D

Ma le cose più divertenti sono accadute in viaggio. Per esempio all’andata (ed al ritorno) ho sbagliato due volte uscita xD All’andata ero già ben oltre Novara, ed avrei dovuto svoltare a destra direzione Aosta, il condizionale implica che non lo abbia fatto però :D In realtà ero assorto nei miei pensieri, e così non ho guardato la strada che mi indicava il gps (che avevo messo in modalità silenzioso -_-“), quando sono tornato sul mondo dei vivi avevo superato la svolta ero oramai una decina di chilometri oltre, a metà strada da Torino xD Sono quindi uscito e rientrato, rimettendo subito l’audio al gps :D Chiaramente all’uscita (piccolerrima), vado verso il casello (due, entrambi automatici) e aspetto dietro un’auto … che chiaramente ci impiega una vita a pagare. Già, perché erano due inglesi che hanno sbagliato mettere il biglietto e la macchinetta ora chiedeva loro tipo 300€, e chiaramente la non reperibilità di un operatore nel raggio di chilometri non li aveva aiutati particolarmente. Dopo 10 minuti che ci spieghiamo facciamo la retro e andiamo all’altra macchinetta che (dopo sacrifici a Visnhu) ci lascia passare.

Continuando la strada verso il confine e il gpl è sempre meno, ed io ingenuamente penso che non sarà poi un grosso problema trovare un distributore data l’ascesa del gpl degli ultimi tempi … beh, mi sbagliavo xD Tra Bergamo ed il confine ho trovato due distributori di gpl (uno all’andata ed uno al ritorno), e quello all’andata era pure a secco !!! Quindi mi rassegno a fare un po’ di benza e sperare che oltre il confine ci siano distributori di gpl (chiaramente in svizzerlandia faranno il cioccolato migliore che ci sia, ma di gpl a quanto pare non ne hanno mai sentito parlare -_-“)

(continua… )