Far From Earth

Chronicles From Zeta Reticuli

Il volo delle rondini

4 Comments


Avrei preferito un momento migliore per tornare, un momento felice, spensierato, ma come “sempre” ho un tempismo d’eccezione.

Lo avevano previsto, il terremoto, la crisi, qualsiasi cosa. Viviamo in una società dove si sa già cosa accadrà, il “del doman non v’è certezza” del De Medici sembra caduto in disuso, dimenticato, quasi temuto. Il domani deve essere già oggi, non c’è tempo, non si ha più voglia di aspettare. E io rimango indietro.

Non che tale approccio sia deprecabile in toto, quasi nulla lo è in fondo in fondo, ma oggi una grande fetta della maggioranza silenziosa, quella che conta sempre meno, quella che è solo un numero, vuole andare veloce, rapida, è il mito del domani. Oggi è tardi, non c’è più tempo, e ci si proietta sul futuro, senza scusa che tenga. Non basta la meteorologia , nemmeno l’economia, oggi vogliamo sapere come andrà il domani, perché …

Perché già, perché il futuro fa paura ai più, il futuro è incerto e può portare ogni cosa, anche un terremoto. La natura è buona, la natura è matrigna, la natura si ribella ai soprusi dell’uomo. Ma la natura non è niente di questo, la natura in realtà se ne frega, va sempre avanti lei, non è in pericolo. In pericolo è l’uomo, la sua specie, non certo la natura, che assiste impassibile al volgere di quello che per lei è un battito di ciglia.

Tutti dicono di sapere cosa si cela dietro l’angolo, ma ben pochi sono pronti a verificare veramente quello che sostengono, e ancora meno sono pronti ad accettarne i risultati. E’ facile dire che già si sapeva, già siera capito, ma in tal caso se pure fosse vero(e sarebbe tutto da dimostrare) sarebbe un doppio sbaglio in quanto chi sapeva non ha fatto nulla pur sicuro dei risultati.

Anche io però vivo sdoppiato, tra il presente che si dipana dinnanzi e le certezze di carta del mio futuro, certezze che sono nuvole al vento, la cui forma è immutabile, ma solo per un istante. E allora perché penso che le certezze degli altri siano peggiori delle mie ? Non so, penso forse perché ognuno abbia bisogno di appigli per andare avanti, e ognuno trova i suoi. Che siano razionali od irrazionali non ha peso, servono per darsi punti saldi da dove scalare il monte della vita che si erge di fronte a noi.

Ma io sono razionale, cerebrale e logico, e pensare che ci si possa appigliare a qualcosa di vacuo e non solidamente dimostrabile a volte mi spiazza, perché non si può camminare sulle nuvole.

Volare, forse potrei imparare a volare.

Come le rondini, volteggiare.

Si, lo farò.

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Author: Greg Icy Stark

Who am I ? Nothing but the shadow in your eyes, an unknown feeling, a chilly autumn wind.

4 thoughts on “Il volo delle rondini

  1. Ti rispondo qui che non ho credito da almeno tre settimane!!
    Sto benissimo, qualcuno insinua che io sia stressantissima e qualcun’ altra, nella fattispecie l’amica di mia madre da noi per Pasqua, non crede che raggiungerò i trenta visto i miei ritmi! Che poi queste cose sono relative da chi le guarda, visto che io mi sento anche troppo immobile rispetto allo scorrere della vita…non so! Tutto questo preambolo, di cui a te probabilmente non interessa nulla, era per dire che non ho tempo di scrivere, passo velocemente a leggere qualche cosina, magari rispondo brevemente ma non mi spingo oltre per mancanza materiale di tempo oltre ad una repulsione fisiologica verso il pc quando fuori c’è il sole e l’aria frizzantina…tutto qui, banalmente, nessuno alieno m’ha voluta né altro!
    Il caffè-senza sorprese od altro- si può prendere, ma da settembre in poi, che per ora sono piena fino ad inizio autunno.

  2. L’ho sempre pensato che tu sia una persona occupatissima ;)
    A presto !

  3. Tanto per dire…anzi, no, tanto per scrivere, da quando ti ho risposto:PIOVEEEEEEEEEE!!!!Porterai mica male? ahhahaha

  4. Guarda, qui c’è pioggia da quasi due settimane, ha fatto bello giusto quando da te ha piovuto ;) Secondo me porti tu bene :P

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