Far From Earth

Chronicles From Zeta Reticuli

Jogging

2 Comments


Sono qui, mentre rimaneggio nella discografia dei Rammstein in cerca di qualcosa di decente, che cerco di scrivere, di buttar giù le classiche due righe, ma non mi riesce. E non sono solo il sonno e la stanchezza accumulati dalla palestra di ieri.

Il problema è che in questi ultimi tempi mi sono messo a pensare, a pensare più del solito. È un po’ tutto, la crisi (che di questi tempi c’entra sempre), il lavoro che si fa più impegnativo (visto che si avvicina la fine, ora come ora prevista a febbraio, del mio periodo qui in Portogallo), la palestra che mi lascia sempre stanco la sera (in Italia avevo la fortuna di avere la palestra vicino al lavoro, li potevo evitare di starci fino alle nove e mezza di sera perché non tornavo a casa tardi come qui) e via tutto il resto di seguito.

Mi perdo a riflettere, leggendo le notizie di economia, cronaca e cultura dall’Italia e dal mondo (e diciamo pure che è più questo secondo ;) ). E mi chiedo cosa ci sia dopo l’angolo, cosa riservi il futuro, e un po’ lo temo. Non per me, io sono come una pietra o un albero, immuni ai secoli e sempre li ad ascoltare ed osservare il mondo che scorre. Sono preoccupato più per gli altri, per le persone a cui tengo (e ci siete anche voi due), è a loro che vorrei evitare le possibili strade che sembra possa prendere la società globalizzata di oggi. Probabilmente è un po’ anche perché da “lontano” è più difficile valutare come stiano le cose li in Italia, le informazioni che leggo non sono proprio rassicuranti, e tornare una volta ogni tanto per qualche giorno non da certo un’idea.

Comunque sull’assiduità alla palestra, pur essendoci un paio ragazze carine (ed una delle due corrisponde più o meno alla tua descrizione :P ) non sono loro i motivi di tanta dedizione. È più il mio naturale masochismo verso la stanchezza che mi fa andare a passare ore la, a correre ed a fare esercizi per stancarmi fino all’inversimile, per poi finire con l’essere completamente indolenzito il giorno dopo. Mi piace stancarmi, mettermi alla prova e vedere fin dove riesco ad arrivare.
Un po’ è sempre stato un mio modo di fare, ma l’ho sviluppato “sportivamente” quando ho iniziato ad andare a fare jogging quasi 6 anni fa oramai. Andavo a correre per le strade di campo, tra il mio paese e quello vicino, su strade sterrate e polverose. La cosa che mi piaceva di più era proprio il cercare sempre di migliorarmi, la sfida a me stesso, il cercare di convincermi ad andare avanti spremendo il fisico con la mente. E jogging su strada è il modo migliore per mettersi alla prova, perché ogni passo fatto lontano da casa ne richiede un’altro per tornare e quindi va preso con decisione, non come in palestra dove mi posso fermare in qualsiasi momento.

D’estate il difficile era correre con i campi di mais ai lati per via dell’umidità asfissiante che portavano, la calure del sole, la polvere sollevata dalle rare macchine e la sete che immancabile arrivava sempre verso i chilometri finali (ovviamente non mi portavo nulla da bere, e magari dovrei pure dire che non pranzavo quando andavo a correre).
Con la pioggia era piacevole correre, l’unico problema era nel peso aggiuntivo che mi ritrovavo a spostare, e che rendeva il tutto Più faticoso, oltre a passare il tempo allo schivare le pozzanghere per evitare di lavarsi anche con la terra.
La nebbia è di fatto come una pioggia, ci si corre attraverso e quando si torna a casa si è fradici fino al midollo, e senza nemmeno essersene accorti. Ma il suo bello é che vela tutto, i suoni, le luci, gli odori, e ci si ritrova a correre senza vedere da dove si venga e dove si vada, è come trovarsi in una bolla nel nulla.
L’inverno era poi la stagione migliore, andavo a correre in pantaloncini corti e senza guanti anche con 0º (o meno ;) ), e di solito mi ritrovavo con le mani bluastre dopo i primi 3 chilometri (fortunatamente poi il caldo della corsa mi scaldava a dovere). E correre mentre nevica poi è impagabile, essere li passo dopo passo mentre davanti c’è una distesa bianca e uniforme, mentre la neve cade fiocco a fiocco e si posa anche sulla felpa (e tornavo a casa con la neve accumulatasi sulle spalle e sulla testa ma non scioltasi), dove il freddo ti abbraccia e si insinua in ogni spazio libero .

Capisco che forse sono stato un po’ eccessivo a volte, ma era molto bello stancarsi e al contempo rilassarsi così. Io l’ho sempre vissuto, e tuttora, come un modo per conoscersi a fondo, per vedere le proprie capacità.

Eh si, mi sa che sono proprio un soggetto :P ;)

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Author: Greg Icy Stark

Who am I ? Nothing but the shadow in your eyes, an unknown feeling, a chilly autumn wind.

2 thoughts on “Jogging

  1. Un post…e pure bello…facciamo progressi…riguardo il mondo, paradossalmente comincio a disinteressarmene, sempre per quanto una ficcanaso polemica cronica possa disinteressarsi di qualcosa, ma mi sento stanca di leggere di sentire e di vedere cose che non vanno…in questo periodo mi piace solo guardare la natura che muta sotto il sole(che a latina c’è sempre il sole) o le capriole del mio nuovo gatto,Nebbia, salvato alla vita da orfano…come vedi c’è tempo per essere colibrì e tempo per essere lucertole…un bacio

  2. hai vissuto esperienze che la metà basta e viverle con te per mezzo di questi racconti, rasserena per un attimo il mio spirito che da un pò è in turbolenza continua.

    claudia

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