Far From Earth

Chronicles From Zeta Reticuli

Voltarei para mim, mas também para te

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Dopo lunga assenza torna, per una partecipazione straordinaria (e come potrebbe essere altrimenti), il bloggher preferito da tutti gli abitanti di Omicron Perseo 8 (e pure qualche terrestre va :D).
Dite la verità, vi sono mancato come la fogliolina lattuga che si infila perniciosamente tra i denti, vero? Come, peggio dite? … vabbhé, faccio un po’ di scena, giacché non mi vedete, almeno scrivo un po’ dell’idiozia che farei (anche) nella realtà in una situazione simile ;)
Quanto tempo quindi, almeno 3 mesetti buoni (asd, che ora sono diventati 5 e mezzo … come passa il tempo eh? :D), un sacco di giorni sono passati. Cosa ho fatto? Mille cose, tutte da raccontare, ma spero di aver vinto l’inerzia di questo tempo passato (anche perché in se e per se non è altro che incipienza al moto, e quindi una volta vinta sparisce, almeno fino alla prossima volta :D ).
Beh, da dove cominciare, come sapete (se poi l’età avanza … mettiamola in frigo :D ) mi sono trasferito in Portogallo agli inizi di Gennaio, trasferimento (verso destinazione “sconosciuta” e solo poi concretizzatasi) che ho voluto e sperato da quando ho iniziato a lavorare. Il tutto per molti motivi, che però non trovano in questo il momento opportuno per raccontarsi.
L’impatto con il Portogallo è stato con più sfaccettature.
E’ vero che ho voluto io questa “avventura”, ma come per ogni passo nel vuoto che si rispetti, per quanto si possa pensare/pianificare a come sarà, serba sempre sorprese e svolte impensate, anche perché altrimenti non si sarebbe intrapresa quella strada (anche il mistero ha la sua attrattiva).
Il primo giorno, in tutta sincerità, non è che sia stato tra i più belli (nulla di che eh, ma si poteva fare di meglio :D). Ma già dopo la prima settimana ho iniziato a “ingranare”, a trovarmi i miei spazi e essere più a mio agio con l’ambiente. Anche perché poi, diciamocela tutta, mi basta veramente poco per stare “felice” (ma non si confondano le mie varie dizioni di felicità, più intontenti di un buon cognac a stomaco vuoto ;) ).

Purtroppo il tempo per scrivere i post un po’ mi è venuto a mancare, sia al lavoro (il che è un bene, se non altro evito di passare troppo tempo senza fare nulla di produttivo, aziendalmente parlando) che a casa (perché sto fuori più tempo e girovago di più). Ma come so, per scrivere non serve tempo, serve solo la voglia, e in questo caso necessito di vincere questa mia inerzia che a volte è peggio delle sabbie mobili.

Non mi dilungo eccessivamente, contrariamente a quanto dovrei (per lo meno come riguardo nei vostri confronti), perché sono ovviamente di corsa, al solito in ritardo per il corso di portoghese (o in altra situazione per un qualsiasi altro incontro :D), ma anche perché voglio chiudere lasciandovi un angolo di porta aperto su quello che scriverò la prossima volta, perché voi avete avuto pazienza con me (e con la mia gestione delle pause ci vuole una santa pazienza), e sia mai che non ringrazi chi ha creduto che in fondo non fossi solo vento.

La prossima volta parlerò, magari è scontato ma, del Portogallo

Até logo

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Author: Greg Icy Stark

Who am I ? Nothing but the shadow in your eyes, an unknown feeling, a chilly autumn wind.

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