Far From Earth

Chronicles From Zeta Reticuli

Il fulmine

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Il fulmine è una scarica elettrica di grandi dimensioni che usualmente viene osservato nell’atmosfera, magari durante un bel temporale estivo. I fulmini e le saette, loro sorelle non meno appariscenti ma di certo molto meno chiacchierate, sono quindi scariche elettriche, ovvero un passaggio di cariche (elettroni e anche ioni) tra due corpi a potenziale molto differente.

In altre parole, la corrente elettrica (anche quella che usiamo ogni giorno) scorre se c’è una differenza di potenziale, se c’è una differenza di cariche. Se ho due sfere, una che ha 2 elettroni (2 cariche negative) in più ed una che ha 2 protoni (2 cariche positive) in più, tra le due sfere ci sarà una differenza di potenziale. La differenza di cariche tra i due oggetti crea una differenza di potenziale, e quindi anche una tensione elettrica.

Per i fulmini accade lo stesso, se le nuvole ed il suolo (o anche tra le nuvole ed un qualsiasi altro oggetto) esiste una differenza di potenziale, ovvero una differenza di cariche possedute dai due corpi, ci sarà anche una tensione tra i due. Ma non basta solo questo per generare un fulmine (o una scarica, in senso più generale). Infatti ogni mezzo, ogni materiale, che si interpone tra i due oggetti con potenziale differente, ha una costante dielettrica, un valore che ci dice quale è la tensione minima (per unità di distanza) oltre il quale si ha una scarica, il nostro fulmine. Per l’aria tale costante vale 300 000 volt per metro, ovvero se avessi due corpi a distanza di un metro, e tra loro ci fosse una tensione di 300 000V, tra i due corpi scoccherebbe un “fulmine”, una scarica.

Durante i temporali le nuvole si caricano di negativamente, al contempo invece il terreno si carica positivamente, e quando la differenza di potenziale tra le nuvole ed il suolo diventa superiore alla costante dielettrica dell’aria, parte il fulmine (negativo, in questo caso) verso il terreno. Ma il meccanismo non è poi così semplice, come potrebbe sembrare a prima vista. Prima che scocchi un fulmine, sia dalla nuvola che dal terreno, partono due piccoli fulmini (del tutto invisibili ad occhio nudo) che fanno da “apri-pista” e determinano il percorso del fulmine. Quando i due piccoli fulmini si incontrano, si completa il canale ionico attraverso cui scorrerà il fulmine, e quindi dopo pochi millisecondi si ha una scarica elettrica, il nostro caro fulmine.

In se e per se, la scarica è un fenomeno molto rapido, dura di solito dai 5 ai 10 millisecondi, il fatto che l’occhio umano riesca a coglierla è dato dal fatto che non vediamo realmente il fulmine, ma solo la luce che viene generata nel canale ionico attraverso cui scorre. I fulmini infatti, oltre ad avere tensioni molto alte (dell’ordine dei 10/100 milioni di volt), hanno anche una corrente molto elevata. Questa corrente, dell’ordine dei 30 000 ampere, per via dell’effetto joule (effetto che è alla base del forno elettrico, della coperta elettrica, delle lampadine ad incandescenza e molto altro) scalda l’aria attraverso cui scorre fino a temperature di 10/20 000 gradi, temperature alla quale l’aria emette luce, per questo i fulmini sono così luminosi. Inoltre, poiché la temperatura è così elevata, l’aria cerca di espandersi, ma ad una velocità tale da generare delle onde d’urto, i tuoni che seguono sempre i fulmini.

Nella mitologia di quasi ogni popolo i fulmini hanno sempre posseduto un forte significato simbolico, una derivazione dalla forza divina, un mezzo per eseguire la volontà degli dei. Essendo il fulmine molto spesso portatore di morte (anche ai giorni nostri), il suo “giudizio” si ascriveva alla volontà degli dei, e le distruzioni che portava divenivano segni da interpretare. Inoltre il fulmine ben raramente si manifesta in assenza di un temporale, quindi fu ancor più facile associare al fulmine ed al tuono il manifestarsi delle divinità adirate.

Oggi come ieri la pericolosità del fulmine è sia per le persone che per le cose. Le alte temparature che il fulmine genera, e le alte correnti di cui è sede, sono spesso mortali per l’essere umano, per via delle gravi scottature ed dell’arresto cardiaco che possono seguire al contatto. Ma non è necessario “toccare” un fulmine, basta anche essere troppo vicini (entro i 2/3 metri) dal punto di scarica per sentire gli effetti del fulmine. Pesanti sono anche gli effetti sugli oggetti comuni, sia tecnologici che non. Rimane sempre l’effetto dell’elevata temperatura che può anche causare principi d’incendio, o lo scoppio degli oggetti colpiti. Un effetto secondario invece è quello che colpisce gli apparecchi elettronici. Il fulmine, durante la scarica, può generare correnti indotte (ovvero correnti elettriche senza venire direttamente a contatto con gli oggetti) che possono danneggiare irreparabilmente le apparecchiature elettroniche.

E tutto questo per dire che domenica scorsa un fulmine mi ha “bruciato” computer e modem.

Sarà un messaggio divino? Un segno della sorte? Sfortuna?

Bah, io direi che è semplicemente andata così.

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Author: Greg Icy Stark

Who am I ? Nothing but the shadow in your eyes, an unknown feeling, a chilly autumn wind.

15 thoughts on “Il fulmine

  1. Anche secondo me: è semplicemente andata così. Sono cose che capitano. Da giovanissima, ricordo una zia che diceva di chiudere tutto ma proprio tutto perché i fulmini potevano entrare in casa, e questa mi dava una gran voglia di lasciare tutto aperto per poter vedere un fulmine attraversare la casa. Ho anche provato, tante volte, a fotografare un fulmine, ma sono furbi e sono molto ma molto più veloci dei miei riflessi.

    • Hehe, i fulmini sono dei gran furboni, sono così timidi che evitano di farsi fotografare. Avranno dei segreti da non mostrare? Ps: giovanissima lo sei ancora, ne :)

  2. premetto che in fisica sono una CACCA e penso che se avessi letto questo post nell’età dell’apprendimento forse avrei fugato molti dubbi in proposito ma nonostante tutto posso dirti che hanno inventato delle ciabatte che nn so per quale strana magia riescono a controllare il flusso di energia che va dalla spina alla presa… :D

    • Beh dai, mi sa che io compenso la tua inclinazione non proprio ottimale alla fisica (ma io non conto mi sa :D ). Quanto alle prese “magiche”, in effetti ora come ora l’idea è meno balzana di quanto potesse apparire tempo fa :D

  3. potresti benissimo fare il collaboratore per quark ;o)))come hai spiegato tu il fenomeno fulmini annessi e connessi solo piero angela ci è riuscito eheheheh e per dirti anche che quello che è successo a te col computer è successo a me con l’antenna di sky .. per fortuna che con 20 euro l’antennista ha risolto il problema..ehhh quando la sfiga ci mette lo zampino!!!! bacione bel fieu ;op

    • Mi sa che nel mio caso non me la caverò con 20 euro. Tra l’altro questo è un periodo di spese (non volute), e non comprendo il perché. Quanto a Piero Angela, pensa che di lui conosco solo un paio di libri e un paio di puntate di Quark (agli albori dei tempi), disguidi vari mi hanno tenuto lontano dalla sua divulgazione.

  4. il fulmine è sempre stato un attributo della collera divina, no? zeus per esempio. ma anche e soprattutto i mmali dell’umanità erano rappresentati come saette mandate dall’alto: per esempio la peste anche in Omero e poi nei quadri del Medioevo, dove si vede un dio che colpisce con i fulmini una città.

    • In oriente però l’attribuzione è un po’ differente. Come d’altronde la concezione degli dei stessi, e delle loro azioni. Li il fulmine è si un segno divino, ma va di volta in volta compreso il significato nefasto o propizio. Ma il tutto si richiude sempre nella concezione circolare delle azioni.

  5. giuro che il giorno che scriverai un post su te, verrò ovunque vivi a portarti una bottiglia di Cristal a casa… o scopriremo un giorno che sei Piero Angela in incognito?

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