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Nuovo cellulare … weee :D
Oramai ero in paranoia da messaggi non leggibili sul vecchio (ma pur sempre indistruttibile) scassone.
Vediamo quanto durerà questo nuovo, pagato fior di quattrini … o quasi xD

E magari riuscirò pure a postare qualcosa in più …

Hello hello baby

C’è qualcosa di pauroso e splendido nelle fotografie, ipnotico e straniante.
Attimi di vita, vita che possiamo riconoscere come nostra, fissati per sempre, fermi ed immobili, innaturalmente privati di una vita che nei nostri ricordi c’è, privi della dinamica che è l’essenza stessa della vita.
E noi li, ad osservare rapiti mondo dall’essere incipiente, carico di particolari che così innaturalmente possiamo trovare, come se avessimo barattato il tempo con la perfezione.
Di quelle fotografie ci innamoriamo, ne vediamo rapiti la bellezza perché un istante è stato fissato con doti super-umane, memoria oltre le nostre abilità di ricordare, dettaglio distante al di la della nostra vista. Una singola immagine è stata rapita dai suoi simili ed assunta ad immortale, tolta da un oblio di cloni, ma riposta in un incubo di formalina dove sarà condannata a vivere, o forse solo sopravvivere, in eterno.
Tali fotografie però rappresentano anche la morte, tale è l’assenza di tempo, ci dicono del passato e di un mondo che non c’è più, come tornare nei propri luoghi d’infanzia e riscoprirli distanti, diversi e privi dei colori che ricordavamo.
Come svegliarsi in un altro mondo, sicuri dai ricordi che fosse differente, ma trovare la memoria lontana e quel mondo presente e vicino. Ed è li che si insinua quella sottile incrinatura per cui tutto è possibile, e d’improvviso ci si trova davanti all’oscuro abisso senza fondo, dove nulla ha senso.

Strano Svegliarsi

Il bello del sabato mattina è svegliarsi con calma, possibilmente non con dei crampi verso l’alba.

Poi a metà mattinata scopri che i crampi sono correlati ad un colorito violaceo della tua caviglia ed inizi a collegare le cose.

Però pensi che sia strano andare a dormire con una caviglia sana e svegliarsi con un piede mezzo viola.

Poi rifletti sul fatto che in effetti non è poi così strano, in fondo sarebbe stato più misterioso se ti fossi addormentato con una caviglia viola la sera, e la mattina viola fosse stata l’altra caviglia.

E subito dopo aver formulato questo ultimo pensiero capisci molte più cose di te stesso.

O forse è solo un effetto dell’ultimo “libro” che sto leggendo.

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